Digital Foundry analizza Pokémon Spada e Scudo

Tutto molto vasto ma...

Notizia di Giorgio Livraghi

Appena arrivati sugli scaffali Pokémon Spada e Scudo, non smettono di far parlare di sé, come tradizione di ogni iterazione della saga.

Conquistando i principali favori di critica e pubblico, nonostante qualche stonatura, il gioco è un successo annunciato.
Come di consueto Digital Foundry ha proposto la propria analisi tecnica anche su quest’ultimo capitolo, guardando sotto la lente come si comporta Nintendo Switch.

Dal report emergono note positive per la vastità delle ambientazioni e la buona densità della vegetazione, in combinazione al buon utilizzo dell’effetto bloom. Tuttavia stonano le ripetizioni di decorazioni delle location, le texture di bassa qualità e gli evidenti effetti di pop-in che si verificano a distanze ravvicinate rispetto alla visuale.

Senza infamia e senza lode il range di risoluzioni tra le quali oscilla il titolo. Da 1080p a 864p in modalità docked (a seconda del rendering di ambienti interni o esterni) e da 720p a 576p in modalità portatile. Apprezzabile la fluidità che vede il frame-rate, che rimane stabile attorno ai 30 fotogrammi al secondo, escludendo il brusco calo in corrispondenza degli incontri con pokémon selvatici.

Il quadro che si delinea in questo momento sembra apparirci abbastanza chiaro; gli sviluppatori first party faticano già ora nella realizzazione di un titolo esclusivo e di punta per Switch. Che il momento del prossimo aggiornamento hardware della console non sia così lontano? Vi rimando all’articolo che include tutte le indiscrezioni.

Ci sono 1 commenti

CastroStark

Mamma mia, devo ancora recuperarlo ma non vedo l’ora!

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