Merlin: la leggenda che in pochi rimembrano

Avalon, la spada nella roccia e molto altro

Cinema & Serie TV di Giorgio Livraghi

⁣E se qualcuno vi dicesse di una serie tv fantasy medievale, incentrata sui personaggi del cosiddetto ciclo bretone, arricchita da magia e creature fantastiche (tra cui un drago), a chi potremo mai riferirci? Ma a Merlin ovviamente.

In una mitica terra, in un’epoca dominata dalla magia, il destino di un grande regno poggia sulle spalle di un giovane. Il suo nome: Merlino.

Le cinque stagioni della serie televisiva inglese (2008-2012) raggiunsero anche noi, tutte con piccoli o medi ritardi (su Italia 1) e furono accolte piuttosto bene in termini di ascolti, tuttavia è difficile ricordare qualcuno che ne parli.

I budget non saranno stati stellari, tuttavia le riprese, l’ambientazione, i simpatici effetti 3D per le creature fantastiche, la varietà, e la direzione stessa non sfiguravano di certo ai tempi. Gli attori inglesi non conosciutissimi in ambito internazionale, furono in grado di calarsi perfettamente nei panni dei personaggi.

Merlino, Artù e Camelot

La particolarità di ogni episodio risiedeva nei momenti più scanzonati e divertenti che facevano da intermezzo a quelli decisivi della puntata.
Il rapporto signore-servo tra Artù e lo stesso Merlino ne ha regalati molti di questi, nonostante nascondesse sotto di sé una vera amicizia. Come molti avranno notato il più famoso stregone di tutti i tempi è più o meno coetaneo del coraggioso principe, distaccandosi dalla più nota versione attempata.

Altrettanto piacevole è il contorno creato da Camelot e il suo regno protetto dai cavalieri avvolti nei loro rossi mantelli, accomunati dai valori di virtù e coraggio.

I cavalieri di Camelot

Da grandi poteri..

Un tema ricorrente dal primo all’ultimo dei 65 episodi è la magia e l’ostilità con la quale è vista dalla gente. Come per tante altre cose ci viene ricordato quanto non sia essa stessa a rappresentare il male; a determinare tutto è l’uso che se ne fa, per un bene comune piuttosto che per avidi scopi personali.

Altre spunti più suggestivi riguardano proprio gli elementi simbolo del ciclo arturiano, come la spada Excalibur (letteralmente in grado di tagliare l’acciaio), la dama del lago, la tavola rotonda, il senso di mistero dietro ogni trama. Così come sentire l’eco quei nomi che risuonano nelle più lontane leggende.

La spada nella roccia

Una serie senza macchia?

Probabilmente lo sviluppo di alcuni episodi risulta fin troppo lineare e a volte ripetitivo, seppur senza far venir sonno allo spettatore. Come la storia si è conclusa. Senza anticipare niente, confesso di non capire perché Merlin abbia un finale così controverso. Forse per portarci a sperare e credere di nuovo nella leggenda?

La serie ha avuto il merito di aver fatto luce su un affascinante mondo di leggende ormai dimenticato o poco conosciuto. Se pensiamo ad altre opere tra piccolo e grande schermo, l’unica a tornarci in mente è proprio La spada nella roccia di Disney (1963). Se proprio volessimo guardare in casa, il pensiero non può che andare al comico tributo offerto da Superfantozzi (1986) e alla sua mitica battuta “Excalibur, imbecille!“.

In vista di queste ulteriori considerazioni non ci stupiamo che certe poco definite e affascinanti immagini facciano parte dell’immaginario comune; e grazie a Merlin un po’ di più.

 

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