DOOM Eternal, tre ore passate tra le fiamme dell’Inferno

Abbiamo provato in anteprima il nuovo gioco di id Software, e...

Hands on di Tommaso Stio

L’attesa è quasi finita! Mancano meno di due mesi all’uscita di DOOM Eternal, il seguito diretto del reboot uscito su PC e console nel 2016 e, in un triste periodo di rinvii, lo studio id Software pare illuminare la via a un pubblico sempre più sconsolato con il lancio previsto per il prossimo 20 marzo.

Lo sviluppo del gioco è nelle fasi conclusive, in realtà anche questo titolo ha subito un rinvio ma adesso è finalmente a un passo dall’arrivo: Bethesda ci ha quindi dato l’opportunità di giocare, su PC di fascia alta, i primi tre capitoli, per cui vi possiamo raccontare tutte quelle che sono state le nostre sensazioni pad alla mano.

Frenesia ed esaltazione

Parlare di DOOM Eternal come di un normale sparatutto, non sarebbe né giusto né tantomeno accurato. Certo, è comprensibile e certamente utile la necessità di racchiudere il prodotto in un genere o con un’etichetta ma mai come in questo e in pochi altri casi, significherebbe davvero fare un grande torto. Perché è chiaro che il gameplay è fondato principalmente su degli scontri a fuoco con visuale in prima persona ma il contesto, le sfumature, non possono essere trascurate. Partiamo col dire che il gioco – basato sul motore grafico idTech 7 e pompato da una colonna sonora cattivissima e incalzante composta da Mick Gordon – è un qualcosa di magnetico e dirompente. È un vero e proprio cocktail di frenesia ed esaltazione senza pari, che tiene incollato il giocatore allo schermo e gli detta i tempi del divertimento, della rabbia e dell’esultanza, esulando da qualsiasi sistema di pausa possibile. Questo perché il coinvolgimento è veramente ai massimi livelli e non sentirete mai il bisogno di mettere in pausa il gioco, se non per valutare o sbloccare qualche potenziamento e abilità. Ma anche in quel caso, sarà in un certo senso il gioco ad aver dettato il riposo, proponendo all’utente una fase puzzle più rilassante a conclusione probabilmente di uno scontro tanto epico quanto sanguinolento e indimenticabile.

Niente menu di pausa. O meglio, esiste ma perché interrompere il gameplay?

Come rimarcato anche nella presentazione che ha preceduto la nostra prova, in questo nuovo capitolo gli sviluppatori hanno voluto dedicare più attenzione e cura al comparto narrativo. In particolare, il team ha lavorato a una sorta di impalcatura in grado di reggere l’intera trama di gioco, creando un contesto e una lore piuttosto dettagliata e profonda e lasciando all’utente finale la possibilità di approfondire o meno tramite filmati, menu e impostazioni di gioco. A riprova di ciò, nei primi tre capitoli del gioco che abbiamo potuto provare, abbiamo assistito a qualche scambio interessante e a diverse informazioni reperite attraverso testi a schermo e menu di gioco. Inoltre, in questo senso, anche l’inedito hub centrale pare offrire diverse prospettive interessanti. Come narrato nell’ultimo ed eccitante trailer – ben doppiato in italiano, così come ci è parso essere l’intero gioco – ci troviamo nell’anno 2151 e il nostro amato DOOM Slayer è stato incaricato di porre fine all’Apocalisse che sta imperversando sulla nostra cara Terra. Insomma, da soli contro un’infinita schiera di demoni, tra vecchie e nuove conoscenze, a caccia dei Sacerdoti Infernali che sono al comando di spietate forze demoniache che massacrano qualsiasi cosa che si muove.

Doom Eternal

Istinto

Indubbiamente i premi e gli apprezzamenti di pubblico e critica per il capitolo uscito quattro anni fa hanno dato grande fiducia al team di sviluppo che, con questo nuovo episodio, ha scelto di azzardare proponendo diverse novità e strutturando un nuovo gameplay con grande coraggio e con l’ambizione di creare il DOOM più vasto e imponente di sempre. È ancora ovviamente presto per esprimere un giudizio definitivo pertanto predichiamo cautela e ci limitiamo a riportare quelle che sono le novità più intriganti viste nel corso della nostra prova. Dal punto di vista del giocatore, come facilmente intuibile, il gioco propone una vasta serie di armi e abilità che possono essere prima di tutto sbloccate e successivamente potenziate, per adattarsi al meglio a quello che è lo stile di gioco di ciascuno. Pertanto, al classico colpo con il grilletto destro si può affiancare una modalità di fuoco diversa premendo anche quello sinistro e così via. L’utilizzo di armi come il Fucile a pompa, il Cannone pesante, il Fucile al plasma, o il Lanciarazzi non è semplicemente una scelta di gusto o estetica del giocatore ma, per come è stato assemblato il sistema di gioco e per come sono stati definiti i nemici, con i loro punti deboli e il loro approccio al combattimento, è una vera e propria necessità. La sopravvivenza in uno scontro a fuoco non è soltanto una questione di precisione e mira ma passa anche dalla scelta, tattica, di quale arma imbracciare in ogni singolo momento. Così come le abilità da utilizzare – imprescindibile lo scatto – o l’equipaggiamento da sfruttare, sono tutti pezzi di un vero e proprio puzzle che può minare o garantire la vostra permanenza in quell’inferno di sangue e budella che è DOOM Eternal.

Scusi ma, Puzzle in che senso?

Questo perché il nuovo sistema di gioco, che gli sviluppatori definiscono come un vero e proprio Puzzle Combat System, richiede sempre una grande attenzione da parte del giocatore, scelte oculate in termini di armi da impugnare e quantità di colpi da sparare. Nessuno vuole toglierci la libertà (e la gioia) di riempire di proiettili e sbudellare tutti i demoni dell’Inferno ma per riuscire nell’impresa, serve attenzione e strategia oppure, più in generale, un pizzico d’istinto. Ammetto di aver avuto bisogno di un po’ di tempo per entrare a comprendere appieno le potenzialità di queste meccaniche di gioco ma, una volta entrato nell’ottica di rischio/ricompensa che il gioco propone, è difficile tornare indietro. Il senso di gioia mista a eccitazione e di pericolo provato nel bel mezzo degli scontri, mi ha ricordato lo stesso godimento che poteva regalare Bloodborne, una volta imparato a padroneggiare la meccanica del “Regain Health”.

DOOM Eternal segue un processo simile, mettendo in campo nuove e inedite meccaniche di rischio/ricompensa davvero interessanti. Si tratta di vere e proprie ricompense istantanee che possono essere ottenute attraverso specifici stili di eliminazione dei nemici. In particolare, spazzando via i demoni attraverso il corpo a corpo o ancora meglio mediante l’Uccisione Epica – ne trovate tantissime e una più esaltante dell’altra sul nostro canale YouTube –  si ottiene una modesta ricarica della barra della Salute; se invece scegliamo di spazzarli via incenerendoli con il Getto Infuocato, ovvero un lanciafiamme da spalla a corto raggio che si ricarica gradualmente nel tempo, questi lasciano cadere a terra pezzi di Corazza utili per il nostro DOOM Slayer.  In Eternal è stato infatti introdotto un convincente sistema di ricompense istantanee che aggiunge varietà, strategia e profondità agli scontri. Infine, se scegliere di fare le cose sul serio e di ricorrere alla letale Motosega, riceverete una vera e propria pioggia di proiettili per il vostro armamentario.

Doom Eternal

Squartiamoli tutti!

Ed è proprio grazie a queste scelte creative che il gioco finisce per arricchirsi di spessore e profondità, proponendo così un’esperienza ancora più varia e personalizzabile dal punto di vista dell’utente, senza mai essere però eccessivamente malleabile o accondiscendente. Sia chiaro: il livello di difficoltà, rispetto alla media, è tarato verso l’alto per cui anche giocando a Normale potreste imbattervi in qualche scontro un po’ più impegnativo ma sempre stimolante.

Dal punto di vista dell’ambientazione, nei primi tre capitoli del gioco, vengono proposte ambientazioni piuttosto diverse, da quelle più classiche dove la prevalenza cromatica è sulle tonalità del rosso ad altre più peculiari e fredde. Per quanto riguarda i nemici, la promessa di proporre un numero di demoni da sterminare raddoppiato rispetto al capitolo precedente pare essere stata mantenuta o comunque punta, in ogni caso, in quella direzione. Sì perché, a parte vecchie glorie del passato che sono state aggiornate, modificate o riprogettate per essere inserite al meglio in un questo nuovo contesto (come l’Aracnotron o il Revenant, ndr), già in questa demo abbiamo avuto il piacere di conoscere, a suon di proiettili, due nuove tipologie di nemici.

Evidentemente pensati per calzare al meglio ed adattarsi alle nuove mappe e per darci filo da torcere, abbiamo potuto fare la conoscenza di due dei nuovi demoni in arrivo ovvero Gargoyle e Carcassa. Il primo, con grande originalità, è un vero e proprio Gargoyle in grado dunque di volare e che è solito attaccare in branco. Non è un nemico particolarmente ostico da mandare al tappeto mentre, nel secondo caso, troviamo dei fastidiosissimi demoni che possono contare su di uno scudo energetico in grado di assorbire buona parte dei danni inflitti.

Nel paragrafo precedente, tra i vari pregi di un gioco totalizzante come DOOM Eternal, ho citato anche l’estrema capacità di dettare l’agenda del giocatore ovvero decidere quando provare un qualche sentimento, scandendo con precisione il ritmo dell’azione. Purtroppo devo far notare come, nel computo generale, il ritmo sia tanto riuscito nelle fasi di combattimento o di preparazione allo scontro, quanto mal confezionato per tutto ciò che concerne i momenti puzzle ed esplorativi. Si tratta di sessioni palesemente inserite per spezzare il ritmo – ed è sacrosanto – ma che finiscono per impegnare fin troppo tempo e spazio con una struttura dei livelli inutilmente criptica nella decodificazione e ripetitiva nella risoluzione, in quanto si risolve sempre in una combinazione di salti e scatti per aria. Insomma, un qualcosa che probabilmente non avrebbe attirato alcuna attenzione se inserito in un altro prodotto ma che, in questo caso, si fa fatica a non considerare come un banale riempitivo.

INFO UTILI

La prova di oltre tre ore è stata effettuata su PC con risoluzione 1080p e 60fps. In particolare, la scheda tecnica del PC comprendeva una CPU Intel Core i9-9900K, 32GB di RAM DDR4 a 3200Mhz e una scheda video ROG STRIX RTX2070S Gaming.

Scheda Gioco
  • Nome gioco: DOOM Eternal
  • Data d uscita: 20 Marzo 2020
  • Piattaforme: Google Stadia, Nintendo Switch, PC, PlayStation 4, Xbox One
  • Lingua doppiaggio: Italiano
  • Lingua testi: Italiano

A poco meno di due mesi dal lancio ufficiale, l’attesa si fa sempre più intensa e, dopo aver messo mano al gioco, sono piuttosto ottimista e credo proprio che anche voi non rimarrete delusi. Resta soltanto da capire se e in che modo la struttura di gioco sarà in grado di sostenere il peso di un’avventura che pare essere lunga oltre le venti ore di gioco e che, mi auguro, avrà un ritmo di gioco tanto frenetico quanto esaltante come quello delle prime missioni. Insomma, la competenza del team è fuori discussione, le premesse per fare bene ci sono per cui non vedo l’ora di mettere le mani su questo DOOM Eternal, il prossimo 20 marzo quando sarà lanciato su PC, PS4, Xbox One, Stadia e in futuro, anche su Nintendo Switch.

Ci sono 6 commenti

Lukyno18

Daje Tommino Eternal!

Moriet_Riberick

Lo sparatutto non è il mio genere preferito, tuttavia il titolo precedente l’ho vissuto con entusiasmo. Fu davvero bello incalzare senza pietà le frotte di nemici presenti e mai snervante essere cotto e frullato dai più bastardi. 😈
Sicuramente con questa prova mi hai portato un po’ di hype Tommy, resto in ascolto per nuove news, e come altri prima di me hanno scritto, rosico. 😁🍻

Salvatore Cardone

Uno dei miei most wanted dell’anno! Daje, Tom! <3

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