La nostra recensione NieR: Automata, 18 mesi dopo

Uno sguardo al mondo post-apocalittico di Yoko Taro

Recensione di Andrea Dall'Oglio

Sin dal suo annuncio sul palco dell’E3 2015 NieR: Automata riuscì ad attirare su di sé non poche attenzioni: dalle prime indiscrezioni sul titolo si parlava di un action RPG con elementi Bullet Hell nato dalla collaborazione tra Square Enix e Platinum Games.

NieR:Automata racconta di un distopico futuro dove l’umanità, messa in ginocchio da un attacco alieno, è costretta a rifugiarsi sulla Luna ed a utilizzare degli androidi da combattimento per la controffensiva.

Noi seguiremo proprio le vicende di tre modelli di automa chiamati 2B,9S e A2. Il nostro obiettivo, almeno inizialmente, sarà molto semplice: distruggere le biomacchine inviate sulla Terra dai misteriosi invasori alieni, questo tuttavia si rivelerà solo la punta dell’iceberg di una storia molto più cupa.

Per quanto poco originale sia il concetto (ed anche lo sviluppo della trama), la forza di NieR: Automata sta, paradossalmente, nel carico emotivo che ogni scena riesce a trasmettere.

Il gioco è teatro di una feroce critica alla società giapponese moderna, ormai logorata dall’etica della perfetta prestazione lavorativa come unico scopo nella vita.

Yoko Taro, director del gioco, nonostante il comparto narrativo sublime non è mai riuscito infatti, ad imporsi come personaggio di spicco nel medium videoludico per via delle disastrose prestazioni e dell’appena sufficiente gameplay proposto nelle sue precedenti opere.

Quest ultimo punto viene questa volta risolto grazie alla collaborazione con Platinum Games, i responsabili di molti giochi action di successo come Bayonetta e Metal Gear Rising, che, grazie alla loro ormai ferrata esperienza con il genere, sono riusciti a donare ad Automata un gameplay di tutto rispetto.

Il titolo, già nelle prime fasi di gioco, ci mostra la sua molteplice natura in quanto passeremo da un classico shooter in volo a scorrimento verticale ed orizzontale ad uno dualstick arrivando, infine, persino ad “emulare” la telecamera dei classici metroidvania, ma purtroppo gran parte di queste caratteristiche vengono ristrette ad alcune aree di gioco e le sezioni di volo saranno addirittura limitate a determinati eventi di trama, castrando la giocabilità generale del titolo, durante la maggior parte dell’avventura avremo infatti la classica telecamera in terza persona tipica dei giochi action.

Il gioco, seguendo la filosofia di gameplay in stile Platinum, permette combo con attacchi leggeri e pesanti contraddistinti da due armi differenti. Ogni personaggio può impostare fino a due set di equipaggiamento da poter cambiare al volo durante il combattimento così da offrire ulteriori mosse, inoltre ogni protagonista è dotato di un Pod che, oltre che fungere da tramite tra i protagonisti e il centro di comando, sarà utilizzabile come attacco a distanza, azione che potrà essere compiuta contemporaneamente a quelli corpo a corpo, in modo da aumentare il danno inflitto agli avversari.

La varietà di comandi però non si limita al solo combattimento: grazie al Pod i protagonisti possono “planare” dal altezze considerevoli semplicemente aggrappandosi ad esso e, premendo il tasto quadrato durante la caduta, è  possibile effettuare una attacco che, oltre a danneggiare eventuali nemici davanti a noi, ci garantisce una piccola spinta in avanti, per atterrare magari in punti nella mappa non facilmente raggiungibili col semplice doppio salto. Un’ulteriore azione (che ho scoperto solamente dopo circa cinquanta ore di gioco) ci permette di eseguire un vero e proprio slancio basta saltare, premere contemporaneamente R1 + X e inclinare la levetta destra nella direzione desiderata.

Per quanto riguarda il mondo di gioco, questo sarà suddiviso in sei aree che verranno sbloccate man mano che si avanza nell’avventura ricordando un po’ il metodo utilizzato nei classici The Legend Of Zelda, ogni area infatti ci presenterà un’ambientazione l’una completamente diversa dall’altra, avremmo un vasto deserto, una fitta foresta e persino un parco divertimenti in rovina.

Le quest secondarie che fanno da contorno all’opera, per quanto alcune godano di una scrittura davvero eccezionale, falliscono però nella consistenza, la maggior parte di queste infatti porterà il giocatore ad assumere il ruolo di fattorino e a girare in lungo e in largo per il mondo di gioco per consegnare degli oggetti, per poi ritornare al punto di partenza della missione per riscuotere la ricompensa. A questa tipologia di incarichi si affiancano anche altre classiche richieste come la distruzione di un determinato gruppo di nemici e la raccolta di informazioni. Un vero peccato dato che, come citato poc’anzi, data la natura molto flessibile del titolo si sarebbe potuto variare di più.

Un’interessante scelta, invece, viene adoperata nella gestione della storia principale dato che, per proseguire in quest’ultima si dovrà raggiungere i titoli di coda con ogni personaggio. Il titolo ci metterà inizialmente al comando dell’androide 2B affiancato dall’unità Scout 9S, una volta raggiunto l’apice della trama il gioco però ci mostrerà i crediti, dopodiché si inizierà di nuovo da capo con la differenza che stavolta avremo il controllo di 9S che, nonostante condivida gran parte del viaggio con la precedente protagonista, vivrà esperienze diverse.

Una nota di merito va anche alla colonna sonora, premiata agli scorsi Game Awards, composta da Keiichi Okabe. Le note che ci accompagnano durante l’avventura riescono a dar vita ad un mondo ormai in decadimento, riuscendo addirittura a farci venire la pelle d’oca grazie ad un perfetto connubio tra immagini presenti a schermo che reagiranno a ritmo di musica.

INFO UTILI

Ho giocato il titolo per più di sessanta ore a difficoltà Normale su PS4 Pro, ottenendo tutti i finali, completando tutte le quest e raccogliendo gran parte dei collezionabili.

Durata
  • Per assistere a tutti i finali principali sono necessarie almeno venti ore di gioco.
Struttura
  • Quattro livelli di difficoltà: Facile, Normale, Difficile, Molto Difficile.
  • Risoluzione a 1080p su PS4 Pro, 900p su PS4 Standard.
  • 60 FPS come obiettivo su entrambe le versioni di PlayStation 4 ma con sporadici cali, PS4 Pro più stabile.
  • Testi e sottotitoli in italiano, Doppiaggio in inglese o giapponese.
Collezionabili e Extra
  • Pesci, documenti e nemici particolari per il completamento di un archivio.
  • Ottenere e potenziare al massimo tutte le armi ed equipaggiamenti porta a sbloccare un contenuto extra.
  • Accessori estetici per i tre protagonisti.
Scheda Gioco
  • Nome gioco: NieR: Automata
  • Data d uscita: 10 marzo 2017
  • Piattaforme: PC, PlayStation 4
  • Lingua doppiaggio: Inglese, Giapponese
  • Lingua testi: Italiano, Inglese

NieR: Automata, nonostante alcuni difetti dovuti alla testardaggine delle software house giapponesi nel non voler innovare alcune meccaniche di gioco, riesce comunque ad essere un titolo appassionante che riuscirà a tenere i giocatori incollati allo schermo per ore donando scene ed emozioni indimenticabili come, purtroppo, solo pochi videogiochi riescono a fare al giorno d’oggi.

Grafica

Ambienti abbastanza curati ma poco dettagliati, le texture a tratti lasciano a desiderare anche su PS4 Pro.

75
COLONNA SONORA E DOPPIAGGIO

Colonna sonora da brivido, soprattutto durante i combattimenti con i boss. Doppiaggio giapponese una spanna sopra a quello inglese.

95
GAMEPLAY

Ottimo sistema di combattimento, poca varietà nelle missioni secondarie, curva di difficoltà troppo ripida da Normale a Difficile, flessibilità tra i generi poco sfruttata.

80

Lascia un commento