Ryo Hazuki e Shenmue tornano in HD

SEGA ci ripropone i primi due capitoli del capolavoro di Yu Suzuki in attesa del nuovo Shenmue III

Recensione di Massimo Reina

Sono passati già diciotto anni, eppure mi sembra solo ieri quando per la prima volta inserii il GD-Rom di Shenmue nel mio Dreamcast e iniziai a farmi catturare e trascinare letteralmente all’interno del suo mondo.
Un mondo affascinante e parallelo, dove io ero un ragazzo giapponese di nome Ryo Hazuki nel 1986 e potevo vivere a Yokosuka la mia storia d’amore con la tenera Nozomi sulle note della struggente Wish di Isayama Mio, cenare nei ristoranti, giocare in sala giochi, allenarmi per apprendere nuove tecniche di jujitsu o fare a botte con qualche bulletto di periferia.

Sono passati tanti anni, dicevo, eppure anche oggi, a dispetto di una grafica ormai superata, di personaggi spigolosi, di alcune meccaniche vetuste, Shenmue I e Shenmue II sono capaci di restituirmi su PlayStation 4 le stesse emozioni, lo stesso fascino di un tempo che fu.
Sensazioni che solo i grandi capolavori del cinema, della letteratura, dell’arte in generale e dei videogiochi, sono in grado di trasmettere al pubblico anche a distanza di anni.

I giochi di Shenmue sono a tutti gli effetti da considerare come due pietre miliari della storia dei videogiochi. Titoli rivoluzionari, capaci all’epoca di uscita di stupire il pubblico e porre le basi per lo sviluppo e l’evoluzione di un genere, quello degli open world, che negli ultimi anni ormai ha fatto breccia più che mai nei cuori di milioni di appassionati.

Per spiegarne la natura Yu Suzuki si inventò un nuovo termine, coniando la sigla F.R.E.E. (Full Reactive Eyes Entertainment), con la quale indicava ai giocatori il nuovo livello di libertà e interazione garantito loro dalla sua opera. Anche se erano presenti elementi tratti da picchiaduro, RPG e titoli d’azione, Shenmue non portava il giocatore ad affrontare una “normale” avventura nei panni di Ryo Hazuki alla ricerca dell’assassino del padre, un letale individuo di nome Lan Di che poi fuggiva dopo aver rubato anche un misterioso specchio, ma regalava all’utente la possibilità di vivere un’esperienza a 360 gradi, molto prima e in certi casi più che in tanti moderni free roaming.

Volendo, come nei giochi di genere, si può seguire semplicemente la linea della trama principale e andare subito al sodo, ma agendo così si perde ogni preziosa sfumatura. Così come nei puzzle ogni tessera gioca il suo ruolo ed anche la più piccola e marginale aiuta a formare l’immagine completa, così in Shenmue ogni pezzo, ogni assaggio di cultura nipponica, ogni forma di interazione e di libertà aiuta a definire quello che è stato e ancora oggi significa l’opera di Yu Suzuki.

Pertanto esplorare, dialogare con i personaggi non giocanti, compiere missioni secondarie, rilassarsi al bar, giusto per fare degli esempi, non servono solo per apprendere nuovi indizi sull’assassino del padre di Ryo, nuove abilità e tecniche di combattimento o accessori, né sono momenti fini a se stessi. Ma servono per dare vita a un quadro ampio e dettagliato.

Grazie a questa edizione rimasterizzata realizzata da D3T per PlayStation 4, Xbox One e PC, i giocatori possono quindi vivere (o rivivere) un’esperienza di gioco dove nulla è lasciato al caso e, come scritto prima, si ha la sensazione di far parte di qualcosa di reale, di vivere davvero quello che sta accadendo sullo schermo, all’interno di un mondo magicamente plasmato dal Magic Weather System, col passaggio giorno-notte, il trascorrere dei mesi e  personaggi non giocanti sembrano davvero avere una vita propria, con i loro impegni quotidiani che ne scandiscono l’esistenza.

Impressionante da questo punto di vista la cura riversata dagli sviluppatori nella raffigurazione di ogni singolo personaggio presente nell’area di gioco. Ciascuno caratterizzato in maniera estremamente dettagliata sotto ogni punto di vista, con delle routine comportamentali capaci addirittura di variare da un giorno all’altro.

Le ricerche portano a un certo punto Ryo a dover abbandonare il suo quartiere e la sua città per partire in direzione di Hong Kong. E’ proprio lì che è ambientato inizialmente Shenmue II.  Anch’esso presenta un gameplay e un’atmosfera simile al predecessore, ma sotto alcuni punti di vista ne amplia il concetto, ingrandendo la mappa e dunque le possibilità esplorative e d’interazione, inserendo alcune nuove opzioni e rifinendo le meccaniche.

Fra i due titoli contenuti in questa edizione rimasterizzata è proprio “lui”, più recente in termini di uscita, a essere quello visivamente migliore.
Non parlo di chissà quale bellezza grafica, considerando che gli sviluppatori si sono limitati, probabilmente anche per questioni di budget e tempi, a un semplice lavoro di adattamento e all’inserimento dei Trofei-Obiettivi.

I ragazzi di D3T hanno semplicemente ripreso il materiale della versione Dreamcast, alzando la risoluzione e aumentando il frame rate a 30 frame per secondo.

Entrambi i giochi riescono a reggersi su una direzione artistica importante e sul fascino di ambientazionii, storie e personaggi, ma oggettivamente entrambi mostrano tutto il peso dei loro anni. Un vero peccato, perché a mio parere pur trattandosi di un’edizione rimasterizzata, e non di un rifacimento, si poteva comunque lavorare come ha fatto Square Enix con Final Fantasy XII, ritoccando e smussando qualcosa dal punto di vista visivo (texture, animazioni, modelli poligonali principali e via discorrendo) e della giocabilità.

INFO UTILI

Ho giocato a Shenmue e Shenmue II grazie a una versione digitale per PlayStation 4.

Durata
  • Shenmue si finisce tra le 20 e le 40 ore, a seconda se si segue solo la storia principale o si decide di svolgere tutte le attività secondarie.
  • Shenmue II si completa tra le 29 e le 45 ore anche qui in base al ritmo di gioco scelto.
  • Entrambi possono durare ancora di più se ci si vuole perdere nel loro mondo prendendosela con mooolta calma.
Struttura
  • Struttura di gioco a mondo aperto.
  • Inglese nei testi e nei sottotitoli.
  • Doppiaggio in lingua Giapponese e Inglese.
Collezionabili e Extra
  • Shenmue e Shenmue II includono rispettivamente ventinove e ventotto Trofei.
  • Accessori decorativi, potenziamenti e nuove tecniche di jujitsu ottenibili completando apposite sfide e allenamenti.
  • Tante attività secondarie da svolgere, più parecchi giochi da strada, da casinò e classici videogame, come Hang-On, Space Harrier e Out-Run.
Scheda Gioco
  • Nome gioco: Shenmue I & II
  • Data d uscita: 21 Agosto 2018
  • Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One
  • Lingua doppiaggio: Inglese, Giapponese
  • Lingua testi: Inglese

Ancora oggi, a distanza di diciotto anni, Shenmue racchiude in sé quella che io definisco “la magia del gioco”, quella “capacità” di catturare in un attimo il giocatore e assorbirlo nel suo mondo. Basta infatti giocare qualche ora e lasciarsi trasportare all’interno delle sua storia per sentirsi subito rapiti e capirne l’essenza. Per questo, a dispetto di un comparto tecnologico ormai vetusto e di alcune meccaniche che lasciano intravvedere tutto il peso degli anni, consiglio lo stesso di giocare a questa raccolta. Ma nel farlo, vi invito a seguire questi semplici consigli: approcciate l’esperienza senza pregiudizi tecnici e affrontate l’avventura senza fretta; lasciatevi catturare dall’atmosfera, dalla magia, dalla gente di Yokosuka, da un mondo vivo e pulsante dove perdervi come dei veri e propri turisti digitali. Solo così potrete comprendere e apprezzare a fondo due dei più grandi capolavori della storia dei videogiochi.

Grafica

Trasposizione in alta definizione dei vecchi giochi del Dreamcast senza infamia e senza lode, a cui non basta una direzione artistica di livello per mascherare il peso degli anni.

70
COLONNA SONORA E DOPPIAGGIO

Doppiaggio, sia in lingua originale che in inglese di buona fattura, e una colonna sonora di qualità eccelsa curata dai compositori Takenobu Mitsuyoshi e Yuzo Koshiro, che accompagna in maniera perfetta quello che si vede su schermo. Meravigliosa la Main Theme in versione orchestrale e la struggente Wish, cantata da Isayama Mio.

90
GAMEPLAY

Sistema di controllo praticamente invariato, a parte il supporto agli stick analogici, meccaniche action, picchiaduro e esplorative che reggono ancora dopo tanti anni.

85

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