Travis Strikes Again : No More Heroes – Complete Edition

Travis "gioca con i giochi"

Recensione di Francesco Dovis

Dei primi due No More Heroes, uno degli aspetti più apprezzati fu il protagonista: Travis Touchdown. Un cognome che ricorda l’azione migliore nel duro sport del football americano, perfettamente calzante per definire un personaggio coinvolto in situazioni dove tutto è sopra le righe. Violenza, dialoghi, umorismo, tutti declinati con la cifra stilistica irriverente di Suda51, ma con qualche ulteriore tocco a caratterizzarlo.
Travis infatti è anche un personaggio fondato sul contrasto tra essere un sicario letale e un appassionato di videogiochi talvolta ingenuo. Quel tipo di eroe guascone, ma anche leggermente goffo, un pò alla Bruce Willis o Nathan Drake, che risulta simpatico proprio per questo.

Diventato una piccola icona delle produzioni alternative, non poteva pertanto mancare un derivato a lui dedicato, già uscito nel corso dell’anno per Switch e ora riproposto in versione completa di tutti i dlc per PlayStation 4 e PC. Questo almeno per riempire l’attesa di No More Heroes 3.
Travis Strikes Again infatti è un capitolo mediano, un collante tra quelli principali, creato con l’intenzione di emulare una produzione indie e di “giocare con i giochi”, rendendo sia le idee della storia, sia la giocabilità stessa, un connubio di citazioni e trovate stravaganti e creative.
Giochi Suda diventa quindi come quei prestigiatori che dal cilindro tirano fuori l’impensabile, pronto a stupire il giocatore in ogni livello con qualcosa di nuovo.  Tuttavia per giustificare tutti questi voli pindarici serviva una motivazione altrettanto fantasiosa, ma coerente con il “fantasy criminalesco” ormai tipico di questo sviluppatore. Travis infatti possiede un raro prototipo di console per la realtà virtuale capace di trasportare gli utenti all’interno del videogioco, peccato però si trovi ad attivarla suo malgrado proprio durante la colluttazione con Badman, il quale ha fatto irruzione nella sua roulotte per consumare la sua vendetta. I due si ritrovano quindi costretti a collaborare per uscire fuori da una serie di livelli che si presentano come veri e propri giochi a sé stanti e che spesso non solo si diversificano per ambientazione, ma anche per meccaniche.

L’impostazione generale rimane comunque quella dell’hack&slash con visuale inclinata, privo di componenti ruolistiche, ma denso di azione e con delle battaglie con i boss decisamente ben strutturate. Travis e Badman possono recuperare molteplici cartucce contenenti nuove abilità da equipaggiare e usare in combattimento, ma la base restano sempre due tipi di attacco (tipicamente suddivisi per forte-lento e debole-veloce) e una schivata. Il ritmo di gioco è quindi molto dinamico e votato all’arcade puro, adattissimo per chi cerchi un titolo con cui svagarsi e da alternare ad altri più decompressi e dispersivi tipo gli open world. E’ possibile giocare in cooperativa locale in due, trovando in questa modalità un maggior coinvolgimento nella parte prettamente ludica. Tuttavia anche se affrontato da soli è difficile annoiarsi proprio per l’enorme quantità di idee stravaganti che tengono sempre alta l’attenzione per tutte le 10 ore necessarie al completamento, denotando una buona longevità complessiva.

Difatti a sorprendere sono le numerose trovate con cui la prospettiva e la giocabilità stessa vengono modificate, proponendo livelli con visuale dall’alto in cui uscire da un labirinto, oppure sezioni platform bidimensionali, o ancora altre leggermente esplorative.

Che Travis Strikes Again “giochi con i giochi” lo si evince proprio da questo suo continuo citazionismo di game design, oltre che di immagini. Perché se da un lato si passa ad emulare tipologie ludiche completamente diverse, dall’altro le si omaggia anche nelle atmosfere e nella rappresentazione, sconfinando persino nell’esplicito.
Per l’occasione infatti sono state stipulate diverse collaborazioni con studi indie, inserendo i loghi di giochi realmente esistenti sotto forma di magliette che Travis o Badman possono indossare come se fossero degli ammiratori dei titoli in questione. I collezionabili infatti permettono di ottenere capi di abbigliamento decorativi dedicati a Dead Cells, Blazing Chrome, Hollow Knight, Furi, Steamworld Dig e molti altri. Ma questi sono solo alcuni dei tanti easter egg presenti, in quanto ogni dialogo e momento crea una sorta di straniamento o risata con cui stupire il giocatore (tipo le rotture della quarta parete, qui implementate con molta ironia). Non mancano anche numerosi riferimenti ai precedenti giochi di Suda51, dai più famosi, come Killer Seven a quelli più di nicchia come Silver Case.

Graficamente parlando il titolo utilizza l’Unreal Engine in modo molto colorato seppur poco dettagliato, con una specie di cel shading dalle tinte che tendono all’acidulo digitale da computer, piuttosto che al tenue cartoonesco. Si parla comunque di una produzione che si pone in fascia medio-economica, pertanto la qualità è congrua con il suo valore e trova una valorizzazione nel tocco visionario e sempre vario con cui le ambientazioni sono costruite (con inquadrature suggestive nel loro essere anomale, come il passaggio sotto l’arco fatto di ruspe meccaniche). La colonna sonora missa musiche da sintetizzatore stile 16 bit, con tracce elettroniche di altri giochi di Suda, creando una specie di citazionismo anche nel comparto audio.

 

INFO UTILI

Travis Strikes Again è un titolo dal piglio arcade veloce e dinamico, immediato e perfetto da giocare come intermezzo da titoli più impegnativi. L'enorme quantità di citazioni, idee e variazioni implementate sia nei dialoghi, che nel game design, mantiene alto il coinvolgimento sia qualora lo si giochi da soli, che in cooperativa.

Durata
  • Circa dieci ore per completarlo la prima volta. Ma sono presenti diversi personaggi.
Struttura
  • Un hack&slash basato su pochi e semplici comandi.
Collezionabili e Extra
  • Numerosi collezionabili che sbloccano omaggi alla scena indie contemporanea.
Scheda Gioco
Grafica

Una grafica in linea con le produzioni di fascia media, ma con un tocco visionario nella creazione delle atmosfere e una colorazione a tinte acide molto efficace ai toni surreali del gioco.

75
COLONNA SONORA E DOPPIAGGIO

Musiche elettroniche a metà tra sintetizzatore 16 bit e remissaggio di tracce di altri giochi di Grassoppher Entertainment, per una colonna sonora cadenzata e citazionistica al tempo stesso.

70
GAMEPLAY

Pochi comandi, per una giocabilità semplice e immediata, non particolarmente profonda, ma scorrevole, godibile e con una curva di difficoltà impegnativa al punto giusto. Le numerose variazioni di game design proposte nei livelli aumentano considerevolmente la varietà generale.

80

Ci sono 2 commenti

CastroStark

Eh questo sicuramente è da recuperare !

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