Unavowed

Dave Gilbert torna sulle scene con Unavowed, un punta-e-clicca eccezionale dal fascino esoterico unico e magnetico.

Recensione di Stefano Calzati

L’ultima opera di Wadjet Eye e Dave Gilbert (un cognome, una garanzia, in fatto di avventure grafiche) è “Una Notte da Leoni” dei punta-e-clicca, un viaggio a ritroso nella vita di un attore alla scoperta di perversioni, manie, mire dello spirito che ci ha posseduti e spinti a perpetrare omicidi efferati e manipolazioni psicologiche per tutta New York City. La stessa Grande Mela che visse l’ondata di attività paranormali risolta dalla medium Rosangela Blackwell e Joey Malone, oggi minacciata da demoni e altre amenità che hanno trovato in questo crogiuolo di umanità ambizioni, sogni, squilibri con cui concimare il fertile terreno del loro potere. Un fantasy thriller dai risvolti pulp, capace anche di grandi momenti di commedia grazie ad interpreti fenomenali, caratteristi virtuali sostenuti da un copione dell’altro mondo, come da tradizione del suo ideatore, capaci di imprimersi a fuoco nella nostra memoria; gli Unavowed, polizia del paranormale composta da maghi, geni, medium e un protagonista senza nome (e il cui lavoro verrà scelto tra quelli disponibili sempre da noi, andando così a generare un background a sé stante capace di influenzare il resto della storia) esorcizzato di fresco, l’unico a non essere doppiato. Un alter ego che si esprimerà esclusivamente attraverso le linee di testo selezionate da chi ha il mouse in mano, scelte stilistica sulle prime spiazzante, opinabile, quasi fastidiosa, soprattutto per uno che odia i personaggi “muti”, ma che troverà inaspettatamente senso nel disegno di Gilbert, una sorpresa che vale da sola questo ennesimo viaggio all’ombra dell’Empire State Building, dove tutto si mostrerà agli occhi di chi non ha paura della verità.

Una metropoli costantemente tormentata e pungolata dalla pioggia, oppressa da nubi di un arancione marcio, lugubre eppur magnetico, affascinante. Quel fascino tipico dell’esoterismo, dell’occulto, che ci accompagnerà sulle tracce di chi ci ha usati come guscio, scoprendo quartiere dopo quartiere, un’anima tormentata dopo l’altra, l’efferatezza delle macchinazioni nascoste dal nostro volto, in quella che è un’avventura investigativa squisitamente bidimensionale, molto parlata, anche nel suo gameplay particolarmente dipendente dalle nostre scelte, con conseguenza immediate o future sullo svolgimento di una narrazione semi lineare, senza pretese quanticdreamiane, più circoscritte e per questo straordinariamente coerenti, anche nei singoli dialoghi. Leggere e ascoltare lo splendido doppiaggio inglese (l’unico disponibile, escludendo la nostra lingua anche dai sottotitoli) è un piacere lungo dodici ore, come ritmo e livello d’interesse della vicenda (altissimo e in continuo crescendo), inframezzati da un impianto enigmistico molto classico, stile Broken Sword, totalmente basato sulla logica del quotidiano più che su forzature tipiche del videogioco. La vera particolarità sta nei poteri, nelle abilità e nella personalità dei personaggi che formeranno via via la nostra squadra: il mago Eli Beckett, la mezzo genio armata di sciabola (non è Shantae) Mandana, l’ex investigatrice Vicky e il medium Logan, accompagnato dal fantasma della piccola e simpaticissima KayKay, dieci anni.

Unavowed mette in scena un cast eccezionale, tra protagonisti, antagonisti e comparse, legate da un copione di straordinaria fattura come solo Dave Gilbert ne sa scrivere.

Il geniale trucco di game design è farcene scegliere solo due alla volta da portare in missione, senza possibilità di cambiarli una volta scesi dalla metropolitana, andando quindi a cambiare drasticamente il modo di sciogliere i nodi che si creeranno attorno alla vicenda. Tutto questo avviene alla cieca ovviamente, senza molti indizi su quello che ci troveremo davanti, spingendo anche, perché no, sulla rigiocabilità. Ciò che sorprende, ancora una volta, è la coerenza degli eventi, il modo in cui i personaggi scelti interagiranno tra di loro e con le altre persone; poliziotti più accondiscendenti alla vista dell’ex collega Vicky, fantasmi con cui solo Logan può parlare, bugie che solo l’istinto da djinn di Mandana sa smascherare, e ovviamente la sagacia e l’abilità di manipolare le fiamme di Eli, che fa sempre comodo. Una meccanica che ricorda il particolarissimo Resonance (pubblicato da Wadjet Eye e sviluppato da Vince Twelve) e il suo continuo tourbillon di interpreti, unito al gioco di squadra tra Rosa e Joey nella serie The Blackwell. Certo, il gioco ogni tanto ci rimette sulla retta via, creando un contesto dove un dato personaggio è obbligatorio per il racconto, tenendoci però all’oscuro fino al momento giusto, per poi attuare lo scambio con una classe e una delicatezza eccezionali, senza imporcelo a inizio missione, senza farlo apparire pretestuoso.

È un’opera curatissima, nella scrittura di ogni parola e colpo di scena, nella libertà di ogni decisione e in ogni linea di dialogo scelta nei panni del protagonista, così come nella sua estetica minimale, con fondali disegnati a mano e personaggi tratteggiati in una pixel art elegante nella modellazione, soprattutto delle varie creature extraterrene che incontreremo, draghi, muse, driadi, sirene, un po’ meno nell’animazione. L’insieme sprigiona un bouquet di forte personalità e senso scenico, molto teatrale nella sua bidimensionalità (e in perfetta armonia col passato da attore scelto per la mia partita), impreziosita da tracce jazz che esaltano la sua anima vintage e il suo eccezionale buon gusto. Mai frustrante o artificioso, accessibile e godibilissimo anche da chi non è avvezzo al genere o al mondo dei videogiochi in generale, come se fosse un bellissimo libro o un’eccellente serie TV, sperando che le vicende degli Unavowed abbiano seguito nei piani di Gilbert, un personaggio che pur nella sua nicchia si sta imponendo come uno dei game designer e scrittori più talentuosi sulla piazza, al pari dell’omonimo Ron, Schafer, Cecil e Sokal.

INFO UTILI

Mi sono goduto Unavowed grazie a un codice Steam gentilmente fornito dallo sviluppatore, leggendo migliaia di righe di testo, amandone ogni lettera e affezionandomi a personaggi indimenticabili. I conflitti interiori di Eli e i suoi ricordi familiari, la calma olimpica e la sincerità di Mandana, Logan che è riuscito a sconfiggere il demone dell'alcolismo, la piccola KayKay che ha accettato con serenità la sua condizione di fantasma e Vicky, aggressiva, testarda, sboccata e pronta all'azione.

Durata
  • Dodici ore circa, contando i minuti persi a chiacchierare con i miei compagni tra una missione e l'altra e i sacrosanti blocchi davanti a certi enigmi, sempre intelligenti.
Struttura
  • Un punta e clicca dalla struttura classica, ma con una narrativa non lineare e scelte di design assolutamente moderne.
Collezionabili e Extra
  • Rigiocabilità, finali multipli e una pletora di achievment legati ad essi e alle nostre scelte.
Scheda Gioco
  • Nome gioco: Unavowed
  • Data d uscita: 8 agosto 2018
  • Piattaforme: PC
  • Lingua doppiaggio: Inglese
  • Lingua testi: Inglese

A parte certi rari puzzle un po’ telefonati e già visti sinceramente non ho riscontrato altri difetti in quello che è a tutti gli effetti uno dei migliori punta e clicca degli ultimi dieci, quindici anni, forse addirittura di sempre, per gusto enigmistico, scrittura, carattere e coerenza. Manca forse dell’emotività di The Blackwell, serie di cinque episodi coccolata e perfezionata da Dave Gilbert lungo otto  anni di lavoro, recuperando però in ritmo e coralità, affascinando con il suo esoterismo e la sua clamorosa verve fantasy-gore alla Del Toro, senza paura di mostrare violenza ed efferatezza, colpendo duro con scene intense e commoventi, portando a schermo temi come perdita, avidità, paternità, disagio sociale e dilemmi morali di quelli che si fissa lo schermo per dieci minuti senza avere il coraggio di cliccare il tasto sinistro, allentando la tensione con gag d’alta scuola e un’atmosfera generale in cui brilla ancora la scintilla del Ghostbuster originale. La resurrezione delle avventure grafiche ha trovato definitivamente il suo centro di gravità permanente.

 

Grafica

Esteticamente ricchissimo di personalità e gusto pur nel suo indubbio minimalismo, mescolando fondali disegnati e personaggi in pixel art, che però in movimento restituiscono un effetto "burattino" migliorabile. New York è bellissima, bagnata, decadente, esoterica, una delle migliori Big Apple del mondo videoludico.

75
COLONNA SONORA E DOPPIAGGIO

Un lavoro di doppiaggio encomiabile, straordinario, per come gli attori sono riusciti a interpretare un lavoro di scrittura fantastico, il tutto accarezzato da una colonna sonora principalmente jazz che unisce ogni elemento in un matrimonio indissolubile basato sui principi di eleganza e classe. Tracce pronte a lasciare il posto a un sound design carico di tensione per i momenti più importanti ed efferati, creando angoscia e aspettative mai disilluse. L'inglese utilizzato è abbastanza colloquiale, comprensibile anche per i meno avvezzi alla lingua.

95
GAMEPLAY

Sullo scheletro di Broken Sword e discepoli, un'avventura grafica classicissima nel suo circolo virtuolo di utilizzo logico di oggetti, elementi ambientali e dialoghi a scelta multipla, spezzata da una struttura quasi ruolistica, in cui scegliere i membri della propria squadra e sfruttarne le abilità, per risolvere enigmi strutturati per avere più soluzioni in base alle scelte fatte. Intelligentissimo, appassionante, appagante e perfettamente integrato nel tessuto narrativo, forse mai meglio di così.

90

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