Xenoblade Chronicles 3 come un vero e proprio Kolossal, la recensione diario

Monolith Soft si proietta nel futuro

Recensione di Stefano Cherubini

“Si combatte per vivere, e si vive per combattere”. Si apre così Xenoblade Chronicles 3, tra esistenzialismo e religione, schiavitù e libertà, si percepisce fin da subito la maturità raggiunta da Monolith Soft. Sono passati dodici anni dal primo capitolo della saga (quello Xenoblade Chronicles che aveva tanto incantato su Wii), Monolith è cresciuta e noi insieme a lei.

Annunciato nel direct di febbraio con uscita a settembre e (udite, udite!) addirittura anticipato di 2 mesi, abbiamo messo mano da pochissimi giorni sul nuovo Kolossal prodotto da Nintendo. Diamo quindi il via alla nostra recensione diario!

Xenoblade Chronicles 3 recensione diario 3

Bentornati a casa

Già nei primi istanti di gioco si viene catapultati immediatamente sul campo di battaglia in cui ci viene introdotto il mondo di gioco, ma anche i rudimenti del gameplay. Chi non è nuovo alla saga, noterà gli enormi sforzi dello studio second party di Nintendo nel fare tesoro di tutta l’esperienza fatta in questi anni. L’impressione è quella di un tuffo completo nella modernità del JRPG: via i quick time event (almeno per il momento), interfaccia tirata a lucido, HUD essenziale ed estremamente chiaro. Anche in modalità portatile il tutto funziona estremamente bene, nonostante il party sia composto da ben sei personaggi.

Rispetto a prima ora gli scontri sono divertenti e stimolanti

Per chi non conoscesse per nulla Xenoblade Chronicles, si tratta di un jrpg con struttura tra il sandbox e l’openworld con combattimento in tempo reale. Il combat system non è però completamente assimilabile a quello di un action: gli attacchi base sono automatici, gli attacchi speciali sono controllati dal giocatore, con un sistema di combo che diventa via via più complesso (anche in funzione del nostro posizionamento sul campo da gioco).

Le basi sono quelle classiche della serie ma stavolta il tutto è stato snellito e ammorbidito, l’IA del party è estremamente avanzata e permette una coordinazione pressappoco perfetta nella concatenazione delle combo. Insomma, fin da subito (a differenza del passato) gli scontri sono divertenti e stimolanti.

Xenoblade Chronicles 3 recensione diario 1

Tutti i limiti di Switch

Il mondo creato da Monolith è, ancor più che in passato, mastodontico. Tuttavia paesaggi mozzafiato e orizzonti visivi infiniti devono fare il conto con un hardware che viene spremuto fino all’osso. A differenza dei capitoli precedenti il frame rate è piuttosto stabile e alcune tecniche avanzate per la ricostruzione di texture a bassa risoluzione restituiscono un impatto visivo più che soddisfacente. Non vogliamo stare qui a fare la conta dei poligoni (anche perché non ne abbiamo i mezzi); rimandiamo piuttosto ad analisi ben più approfondite e interessanti della nostra dal punto di vista tecnico, per chi fosse interessato a questo aspetto (qui l’analisi!).

Un mondo di gioco mastodontico

Ciò che ci preme però sottolineare è la strepitosa direzione artistica del titolo, non che si avessero poi così tanti dubbi. Se ce ne erano ben pochi per quanto riguarda la paesaggistica generale e il world building, questa volta anche il character design rasenta l’eccellenza. La base di partenza resta sempre lo stile anime introdotto col secondo capitolo ma questa volta si è scelto uno stile più sobrio che ben si sposa con i temi maturi introdotti nelle primissime ore di gioco.

Ad accompagnare tutta questa estasi visiva, ci pensa una colonna sonora tra le più ispirate della serie che si candida già a essere una delle migliori dell’anno.

Xenoblade Chronicles 3 recensione diario 2

Dopo poco meno di dieci ore e dopo aver completato il primo capitolo dell’avventura, si ha la sensazione di aver soltanto scalfito la superficie di quella che sembra essere un’opera davvero mastodontica in termini di profondità e contenuti. Per poter dare un giudizio ancora più corposo avremo bisogno di passare almeno qualche altra decina di ore in compagnia del titolo. Ci rivediamo quindi tra qualche settimana!

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