10 giochi memorabili per il Gameboy Advance

Una carrellata di nostalgia ci porta alla riscoperta di alcune delle perle che hanno reso il GBA immortale

Giochi di Giuseppe Pirozzi

Il Gameboy Advance è stata l’ultima console portatile “tradizionale” prodotta da Nintendo prima del grande salto nella generazione touch, erede di quel Gameboy che ha fatto da spartiacque nella storia dei videogiochi lanciando la grande N verso una leadership rimasta incontrastata sino ad oggi. In teoria un Super Nintendo tascabile, in sostanza più di 1000 giochi a portata di mano tra cui una quantità di perle che basterebbero per una Top 50, rientrare in sole dieci posizioni porta necessariamente ad esclusioni eccellenti. Per cui giochi come Fire Emblem, Final Fantasy VI o Golden Sun meriterebbero quanto gli altri di farne parte ma per una questione numerica ed anche affettiva bisogna fare delle scelte. E voi, quali avreste inserito tra i migliori giochi per Gameboy Advance? Discutiamone nei commenti!

 

Wario Ware Twisted (Intelligent Systems, 2005)

Già la reclàme giapponese qui sotto dovrebbe farvi capire quanto era fuori di testa questo gioco. Una vera rivoluzione per i tempi, la cartuccia di Wario Ware Twisted integrava al proprio interno un sensore giroscopico che indicava al gioco in che direzione stavamo puntando la console, rendendolo sostanzialmente il padre di tutti i giochi per smartphone a partire da Temple Run nonchè precursore della generazione Wii. Alla base ci sono una moltitudine di sfide da cinque secondi che scaraventano il giocatore in situazioni bizzarre senza dare alcuna indicazione: azioni banali come rasare il viso di un uomo, schivare navicelle aliene, comporre un numero di telefono, svuotare un cestino di rifiuti o ancora guidare un omino attraverso un labirinto vi prenderanno come mai avreste ritenuto possibile. Il gioco è stato rilasciato in tutto il mondo ad eccezione, tanto per cambiare, dell’Europa.

 

Mother 3 / Earthbound 2 ( Brownie Brown e HAL Laboratory, 2006)

Un titolo di nicchia destinato al mercato giapponese e che non ha mai ufficialmente varcato i confini nazionali: Mother 3 (o Earthbound 2 per gli amici) aveva tutte le carte in regola per rimanere sconosciuto ai più, ma la sua peculiare caratterizzazione e la sua nascita particolarmente travagliata l’hanno reso uno dei giochi più iconici del Gameboy Advance. Sopravvissuto a quattro generazioni di console e dodici anni di sviluppo ha ottenuto grande successo di critica e vendite in patria, influenzando titoli recenti come l’acclamato Undertale. Il gioco segue l’impostazione di un classico RPG a turni semi open world ambientato nel villaggio di Tazmily, un posto tranquillo fino all’invasione della Pig Mask Army. La storia, divisa in otto capitoli, non segue le avventure di un gruppo di bambini come nei precedenti capitoli ma una moltitudine di personaggi variamente assortita, a partire dal giovane Lucas di nove anni, un cane, un cowboy di mezza età, una principessa maschiaccio e chi più ne ha più ne metta. La perseveranza dei fan non ha ottenuto la pubblicazione oltreoceano ma è riuscita nel compito di localizzare il gioco in inglese, rendendolo fruibile a milioni di utenti.

 

The Legend Of Zelda: The Minish Cap (Flagship, 2004)

Probabilmente il capitolo più sottovalutato della saga, The Minish Cap ci fionda in una Hyrule in cui il malvagio Vaati ha pietrificato la principessa Zelda nel suo intento di recuperare il potere della quadrispada. Il giovanissimo Link ha una profonda e sincera amicizia con la principessa e viene incaricato dal Re di trovare i quattro elementi per sbloccare il potere della quadrispada così da salvare Zelda e fermare il malvagio Vaati. In questa avventura incontriamo la tribù dei Minish, delle minuscole creature simili a gnomi con cui Link entra in contatto grazie a Egeyo, un curioso copricapo parlante che in realtà è uno dei saggi Minish trasformato in cappello proprio dal perfido Vaati. Grazie al suo aiuto Link potrà visitare il mondo dei Minish e col loro aiuto salvare la principessa.

 

Final Fantasy Tactics Advanced (Square,  2003)

Sequel spirituale del Tactics uscito per PSX, Advanced riprende il concept originale ma ne approfondisce il gameplay e sviluppa una trama del tutto nuova. Rispetto alla serie principale nei Tactics i combattimenti cambiano radicalmente, ci muoviamo su una scacchiera dove ogni pedina ha il proprio posto e la cui utilità varia a seconda dell’ambientazione: una battaglia tra le dune è diversa rispetto ad una  su un campo di battaglia boschivo con corsi d’acqua che la tagliano creando posizioni strategicamente favorevoli. Questa varietà di scenari rende la pianificazione essenziale almeno quanto un buon assortimento del party e delle efficaci strategie di combattimento. Il punto forte del gioco sta nell’atmosfera che gli conferisce un’aura bonariamente ingenua, che nonostante la forte impronta data dal gameplay riesce a far affezionare ai personaggi: Marsh, Ritz, Doned e Mewt sono dei bambini di Ivalice che frequentano la stessa scuola, una sera si danno appuntamento a casa di Marsh per leggere un misterioso libro scritto in una lingua sconosciuta. Quella notte la città si trasforma in un continente desertico popolato da strane razze ed il giovane Marsh dovrà trovare i suoi amici e convincerli a tornare a casa.

 

Pokemon Rubino / Zaffiro / Smeraldo (Game Freak, 2002)

Quando si parla di console portatili e Nintendo è obbligatorio tirare in ballo i Pokèmon, da sempre il traino delle vendite di questo segmento ed infatti il duo Rubino / Zaffiro si è imposto come gioco più venduto su Gameboy Advance con ben 13 milioni di copie. La terza generazione ha luogo nella regione di Hoenn e mantiene inalterato il canovaccio della serie: impersoniamo il classico ragazzino che in giovanissima età lascia i suoi affetti per diventare allenatore di Pokèmon, saremo aiutati dal professor Birch che ci dona il famoso Pokèdex ed uno starter tra Treeko, Torchic e Mudkip coi quali possiamo raccogliere dati sulle oltre 300 specie di mostriciattoli che abitano il mondo.  Nel corso dell’avventura affronteremo i criminali del team Magma o Idro a seconda della versione scelta del gioco e dovremo sconfiggere tutti i capopalestra delle varie città per affrontare infine la Lega Pokèmon e consacrarci come il migliore degli allenatori. Oltre al solito sistema di cattura, allenamento ed evoluzione delle creature questa generazione introduce ben 135 nuovi Pokèmon e novità come il cambio climatico, le basi segrete ma soprattutto gli scontri 2 vs 2.

 

Advance Wars (Intelligent Systems, 2001)

Qualcuno si è chiesto: cosa succederebbe se incrociassimo Command & Conquer Red Alert e Final Fantasy Tactics? Ebbene, Advance Wars è la risposta. Uno dei migliori esempi di strategia bellica dell’epoca, Advance Wars vanta un gameplay stimolante con un crescendo di difficoltà che mette il giocatore a dura prova nella modalità storia ed in quella multigiocatore fino a quattro commilitoni. La campagna ci vede impegnati su un tabellone simil Risiko rappresentante la regione di Cosmolandia dove dovremo muoverci nei panni degli Ufficiali Comandante della nazione di Orange Star per prendere parte alla grande guerra che improvvisamente ha colpito la regione portando alla rescissione di tutte le alleanze. Lo scopo della campagna è conquistare tutte le aree che compongono Cosmolandia di cui ognuna rappresenta un livello. I requisiti per completare le missioni vanno dall’eliminare le truppe nemiche al resistere un certo numero di turni oppure conquistare il quartier generale avversario. Il gameplay è a turni e simula una partita a scacchi dove durante ogni fase si potranno creare e spostare truppe, conquistare palazzi strategici e attaccare il nemico. Una volta conclusa la campagna è possibile creare le proprie mappe e giocare con gli amici. Penalizzato nelle vendite per l’uscita il giorno dopo l’attentato delle Torri Gemelle del 9/11, la serie ha comunque avuto due sequel.

 

Metroid Fusion (Nintendo R&D1, 2002)

Ultimo nella linea cronologica della serie, Fusion è ambientato sul pianeta originario dei Metroid, SR-388, dove Samus viene contagiata da un organismo chiamato Parassita X. Curata con il vaccino sintetizzato a partire dal DNA del Metroid neonato trovato in Metroid II, a Samus viene fornita una nuova tuta immune al parassita chiamata “Tuta Fusione” dai toni gialli e blu, che le permette di assorbire i virus distrutti per acquisire nuove abilità. In missione scopre però che il Parassita ha utilizzato i pezzi della vecchia tuta per clonarla trasformando la stazione orbitale su cui si trova in un vespaio di creature infestate dal virus dalla quale dovrà fuggire con l’aiuto del computer Adam, il primo personaggio non giocante della serie.

 

Mario & Luigi: Superstar Saga (AlphaDream, 2003)

Tutte le console Nintendo hanno avuto il proprio Ma-RPG-rio, ed al Gameboy Advance è toccato Superstar Saga. Stile chiaramente ispirato al Paper Mario per Nintendo 64, divertente come pochi, in questa avventura i due idraulici italiani si ritrovano a girovagare nel regno di Fagiolandia alla ricerca della voce perduta della Principessa Peach rubata.. dalla strega Ghignarda (vi aspettavate Bowser, vero?). Il punto forte del titolo è la diversità caratteriale tra Mario e Luigi, l’uno coraggioso e l’altro codardo, contrasto che da vita a molte gag ma non solo: il gameplay è incentrato sulla collaborazione tra i due fratelli, il che rende Superstar Saga profondamente diverso da ogni altro Super Mario sia per i combattimenti a turni, che beneficiano di un gran numero di mosse combinate, sia durante le fasi platform, in cui potremo controllare i due facendoli saltare con i tasti A e B in sequenza. Avanzando nella storia sblocchiamo man mano abilità diverse ed esilaranti come la martellata di Luigi che rimpicciolisce Mario permettendogli di passare attraverso varchi appositi oppure la possibilità di cavalcare Luigi come fosse una tavola da surf, trovate davvero sagaci che arricchiscono il gameplay.

 

Castlevania: Aria of Sorrow (Konami, 2003)

Konami puntò forte sul Gameboy Advance pubblicando ben tre capitoli di Castlevania in altrettanti anni. Al lancio della console era uscito Circle of the Moon (2001), che però non aveva retto il paragone con Simphony of the Night uscito per Playstation quattro anni prima, mentre nel 2002 era stato il turno di Harmony of Dissonance che divise i fan in chi considerava Juste Belmont degno erede di Alucard e chi invece era rimasto deluso per via del gameplay sostanzialmente invariato. Solo un anno dopo usciva Aria of Sorrow, ed al terzo tentativo Konami fece centro: Il nuovo protagonista Soma Cruz convinse pubblico e critica e l’introduzione del nuovo sistema di livellamento del personaggio, il souls system, convinse all’unanimità: Soma assorbiva le anime dei nemici sconfitti apprendendo nuove abilità che gli permettevano di trasformarsi in bestie sovrannaturali e di variare il proprio arsenale, da sempre limitato alla classica frusta. Altro fattore determinante per il successo del titolo fu il comparto grafico, davvero straordinario per l’epoca, che non lo faceva sfigurare anche vicino alla controparte per la ben più potente Playstation.

 

Harvest Moon: Friends of Mineral Town (Marvelous, 2003)

“Mogli e buoi dei paesi tuoi” è un detto che c’entra poco o niente col gioco, ma è sufficientemente efficace per farvi capire di cosa stiamo parlando. Per chi non lo conoscesse, Harvest Moon è un RPG in cui non dobbiamo salvare il mondo da una minaccia incombente o affettare sfilze di guerrieri, ma piuttosto ricordarci di zappare l’orto, dar da mangiare agli animali, guadagnarci la pagnotta col sudore della fronte. L’incipit molto particolare e all’apparenza poco accattivante ha portato milioni di giocatori in tutto il mondo ad assuefarsi alle meccaniche della serie, e cioè dedicarsi al duro lavoro campestre per accumulare denaro da spendere per ampliare la nostra attività, stringere relazioni con gli abitanti di Mineral Town e perchè no, conquistare il cuore di una dolce fanciulla con cui condividere virtualmente il resto dei nostri giorni. Il gioco propone una mole esagerata di attività, pensate sia per gli stakanovisti che aspirano solo a curare gli interessi della propria azienda sia per quelli che amano oziare e perdere tempo andando dietro alle belle ragazze. Con l’uscita su Gameboy Advance l’esodo dalla città alla campagna è diventato davvero alla portata di tutti.

 

 

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