Anthem VS The Division 2: stessa anima, ma pubblico diverso?

Analisi di pregi e difetti delle ultime fatiche targate Bioware e Ubisoft

Editoriale di Luca Mazzocco

È abbastanza evidente come, al giorno d’oggi, si tenda a portare all’eccesso i propri pareri, nella speranza di creare una fazione “pro” il proprio argomento e infastidire, di conseguenza, una fazione “contro” le nostre idee.

La chiara visione “tutto bianco o tutto nero”, insomma.

Questo metro di giudizio viene applicato anche all’industria videoludica da tempi non sospetti (il termine “Console War” non vi dice proprio nulla?!) e la cosa sembra non voler scemare con il passare degli anni. Ecco che, quindi, Red Dead Redemption 2 deve piacere per forza a qualsiasi giocatore (anche se amante solo dei titoli sportivi), mentre Fortnite è passato dal titolo che giocavano tutti a quello che “ci giochi solo se non sei un giocaotore vero”.

Ad ogni modo, oggi siamo qui non per parlare del titolo targato Epic Games e People Can Fly, ma per puntare nuovamente i riflettori verso quell’Anthem che, uscito all’incirca tre mesi fa, continua a far parlare di sé con toni sempre più negativi. Se seguite noi di Gameplay Café da qualche tempo, vi sarete accorti che la nostra recensione del titolo Bioware (che potete recuperare cliccando qui) non è stata eccessivamente negativa e che, nonostante ci si potesse aspettare di più, il titolo risultava tutto sommato godibile. Siamo ben lontani, insomma, da quel “gioco imbarazzante” che dipingono gli utenti sui social.

Indossate le vostre tute quantiche e facciamo un piccolo salto in avanti nel tempo di circa venti giorni dalla pubblicazione di Anthem. The Division 2 approda sul mercato, conquistando pubblico e critica (qui la nostra recensione) con meccaniche nuove a altre rivedute e corrette del primo capitolo che, ricordiamo ha raggiunto l’apice della propria popolarità solamente a qualche mese dal day one.

Da bravi giocatori compulsivi, abbiamo ovviamente recuperato tutti e due i titoli in questione e, dopo aver portato a termine entrambe le avventure, abbiamo cominciato a notare degli interessanti parallelismi tra i due brand. Il tipo di missioni, l’esplorazione libera del mondo di gioco, il bisogno di calamitare l’attenzione del giocatore con nuovi raid e con un sapiente sistema di loot sono solo alcuni di quegli elementi che, inevitabilmente, ci siamo messi a confrontare tra Anthem e The Division.

Quale dei due funziona meglio? Perché? Ed è normale che, per una determinata fetta di giocatori, preferire il più debole tra i due?

Come per le nostre recensioni, ci sembra giusto archiviare sin da subito la narrativa dei due titoli. Se da un lato Anthem offre un taglio più cinematografico, con bei filmati e uno sviluppo più lineare, bisogna però evidenziare come l’utilizzo di una valanga di file di testo renda il background narrativo interessante solo per i più stoici. Non tutti, infatti, hanno voglia di investire il proprio tempo nella lettura di centinaia di pagine di testo per comprendere la storia del mondo di gioco. The Division 2, in netta contrapposizione con il titolo Bioware, non presenta una trama avvincente, ma si “limita” a gettare il giocatore in un universo narrativo estremamente solido e raccontato attraverso messaggi video e audio bilanciati ottimamente. Al titolo Ubisoft, però, manca una regia dinamica che riesca a enfatizzare alcune scene, appiattendo di molto il risultato finale.

Quale dei due titoli è quindi meglio, narrativamente parlando?

Dipende.

Chi vi scrive ha preferito la regia e i personaggi di Anthem, ma non è detto che tra voi non ci sia qualcuno che la possa pensare diversamente (ovviamente il giudizio può avere valore solo dopo aver provato entrambi i giochi).

Voi quale avete preferito?

La lamentela più grande che in questi giorni si sta facendo al titolo Bioware è la scarsità di contenuti e l’altrettanto scarso supporto da parte degli sviluppatori. Confermiamo che si tratta d’informazioni assolutamente veritiere, in quanto l’endgame di Anthem offre relativamente poche poche motivazioni per mantenere accesi i nostri Strali. The Division 2, invece, utilizza il termine della propria campagna proprio per lanciare il giocatore in una nuova avventura, catapultandolo nel bel mezzo di una nuova “guerra” e spingendo il giocatore a scorrazzare per Washington per qualche altra decina di ore (a dir poco). Ubisoft, negli ultimi anni, ha inoltre saputo dimostrare una grande capacità nel creare contenuti post game (come per Rainbow Six: Siege, For Honor, The Division e Assassin’s Creed: Odissey), mentre Bioware non solo ci ha messo quasi tre mesi per pubblicare una nuova Roccaforte in Anthem (uscita qualche giorno fa), ma non è ancora riuscita a correggere tutti i difetti di matchmaking e di bilanciamento del proprio ultimo prodotto.

Se The Division 2 esce nettamente vincitore dal duello sui contenuti endgame, Anthem riesce forse a intrattenere maggiormente nel corso dell’avventura principale?

La risposta, anche in questo caso, è “dipende”.

Sicuramente la recente fatica Ubisoft presenta una maggior varietà di missioni, incastonate alla perfezione tra di loro e capaci di farci terminare una quest e avere subito voglia di intraprenderne un’altra, ma Bioware ci aveva visto giusto: i robottoni divertono. Volare a bordo degli Strali, infatti, è sicuramente più carismatico che sfruttare le coperture per avanzare in una strada desolata. L’emozione di sparare una pioggia di fuoco dalla propria armatura non può essere paragonata a quella di sbloccare il potenziamento successivo per il nostro drone da battaglia. Insomma: ci rendiamo conto che, a livello puramente emotivo, Anthem riesca a regalare momenti di maggiore impatto rispetto a The Division 2, ma questo deve fare i conti con una maggiore ripetitività di fondo e un sacco di missioni simili tra loro. Dopo una decina di ore passate a Fort Tarsis, infatti, vi renderete conto che gran parte delle missioni sanno di già visto e che la scomodità con la quale sono concatenate tra di loro di certo non vi aiuta. Pensate che solamente con l’ultimo aggiornamento gli sviluppatori hanno dato la possibilità ai giocatori di effettuare due incarichi di fila, senza dover ritornare alla base (cosa che, vista la durata dei caricamenti, di certo non poteva ritenersi positiva). Ancora una volta, quindi, Anthem e The Division 2 dimostrano aspetti simili, ma pregi e difetti differenti.

Preferite la spettacolarità negli scontri a fuoco? Il titolo Bioware non vi deluderà. Siete più propensi a un’avventura meno sopra le righe, ma più duratura e organizzata? Ubisoft ha realizzato uno dei migliori prodotti videoludici di questo tipo.

Anthem riesce a divertire per il suo gameplay imponente e carismatico, ma qual è uno dei motivi che ci spinge a tenere le mani incollate al pad nel corso di questa tipologia di giochi?

Il loot, ovviamente!

È quasi inutile dirlo, ma se The Division 2 risulta essere ordinato, vario e caratterizzato da un inventario e da un sistema di menù comodo e funzionale, Anthem ne esce sconfitto da tutti i punti di vista.

Armi molto simili tra loro, ricompense a fine missione poco soddisfacenti e una gestione dei menù al limite dell’imbarazzante sono tre punti che vanno per forza toccati quando si parla del nuovo lavoro targato Bioware. Volete fare una prova? Quanto è facile ordinare il proprio armamentario nel titolo Ubisoft? Quanto è fastidioso suddividere l’inventario per tipologia di arma e/o di potere in Anthem? Quale dei due giochi da maggior soddisfazione una volta ricevute le ricompense? La risposta, pad alla mano, è evidente.

Tralasciando la parte tecnica, ci sentiamo di concludere questo articolo mettendo in paragone anche il comparto artistico tra i due titoli che stiamo analizzando in questo articolo. Da un lato abbiamo Anthem che, forte di un character design estremamente riuscito e di una colonna sonora di alto livello, risulta affascinante e curato in ogni singolo dettaglio. Dall’altro, invece, The Division 2 con la sua ottima riproduzioni di armi e ambienti reali, ma privo, rispetto al suo “rivale”, di quel carisma necessario a emergere dal genere narrativo al quale appartiene. Anche in questo caso, quindi, non esiste un titolo  migliore o peggiore, ma esiste un titolo che andrà meglio o peggio per voi, in base ai vostri gusti.

Sia chiaro: nonostante li si stia paragonando, questo articolo non vuole essere una gara tra i due prodotti che, per quanto simili, presentano ovviamente delle differenze.

Questo articolo vuole mettere in mostra luci e ombre delle ultime fatiche Ubisoft e Bioware per tutti coloro che, al giorno d’oggi, ancora non hanno deciso quale recuperare.

Tirando le somme: The Division 2 è un gioco perfettamente bilanciato, vario e che vi terrà incollati per decine e decine di ore al pad. Se siete amanti dei titoli a sfondo realistico e amate le meccaniche da gioco di ruolo, questo potrebbe essere il titolo che fa per voi. Certo, bisogna prendere atto che la storia non è tra le più affascinanti e che il realismo è talvolta influenzato dal gameplay appena citato (un colpo alla testa, con un fucile di precisione debole, non ucciderà un vostro avversario con un colpo, ad esempio), ma siamo certi che, se se gli darete una possibilità, saprà certamente darvi tante soddisfazioni.

Anthem, a differenza del suo rivale, non saprà intrattenere a lungo coloro che cercano un prodotto curato in ogni singolo dettaglio e dall’endgame curato e supportato dagli sviluppatori. I pregi del titolo Bioware, però, sono ben altri! Una trama cinematografica, un mondo bellissimo da vedere e un gameplay capace di trasmettervi l’immensa potenza dei vostri Strali sono solo alcuni dei punti di forza di un titolo che, forse, sta venendo eccessivamente massacrato dal pubblico.

Per ricollegarci al discorso iniziale, infatti, possiamo dire che è evidente come uno dei due titoli sia “oggettivamente” migliore dell’altro, ma non per questo lo deve essere anche “soggettivamente”! Non fidatevi di chi vive di assoluti e giudicate sempre le cose dopo averle provate.

E sia The Division 2 che Anthem hanno tutte le carte in regola per soddisfare una determinata fetta di giocatori.

Ci sono 1 commenti

Ulquiorra

Sono pienamente d’accordo con ciò che dici: sono entrambi bei titoli, ognuno coi suoi pregi e difetti. Personalmente ho trovato Anthem più divertente, anche perché ho visto The Division 2 troppo simile al primo capitolo, e la cosa non mi è piaciuta particolarmente…

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