Non prendetevela con Sonic

Non sanno cosa farci ma non è colpa sua

Editoriale di Giulia Ghiadistri

Il trailer del nuovo film live action Sonic The Hedgehog ha ricevuto una valanga di commenti negativi riguardo la resa in computer grafica del porcospino blu. La protesta, motivata ma dal carattere squisitamente preventivo, è stata talmente poderosa da spingere il regista del film, presumibilmente in accordo con lo studio di produzione Paramount, a dichiarare che ci sarebbe stata una radicale rivisitazione stilistica del protagonista. Due sono le questioni da analizzare in questa bizzarra vicenda: in primo luogo, l’ingerenza del grande pubblico nel processo creativo; in secondo luogo, la gestione caotica di una delle più famose mascotte nella storia dei videogiochi negli ultimi venti anni.

La critica preventiva

Senza scadere in invettive sterili, è curioso osservare come nell’era pre-internet i casi di diffuso malcontento non avrebbero mai avuto alcun potere tangibile, vista l’assenza di un megafono unificante come quello dei vari siti e blog. La formazione di onde d’urto di opinioni in rete ha creato una forma di critica che prima non esisteva e, fin qui, potrebbe non esserci nulla di sbagliato.

Il pubblico non dovrebbe mai dettare il prodotto che andrà a consumare

Tuttavia, nel caso in cui tali onde si formano in reazione alla presentazione di un prodotto parziale quale il trailer di un film e, cosi facendo, inducono un cambiamento nel film stesso allora si è creato un circolo vizioso. Il pubblico non dovrebbe mai dettare il prodotto che andrà a consumare, altrimenti l’atto della creazione artistica verrebbe mortificato. Tornando a Sonic, la patch pre-day 1 del film dovrebbe esaurirsi col restyling grafico del porcospino, con buona pace degli artisti VFX che dovranno sorbirsi ore di straordinario (speriamo pagate) per sistemare un film la cui uscita è prevista fra pochi mesi. All’atto pratico, la questione in sé non sembra dunque particolarmente grave, tuttavia, come detto, vi è un problema concettuale che non andrebbe ignorato.

Sonic e SEGA

Le mascotte sono, per definizione, legate al marchio che rappresentano. È quindi naturale che le due entità abbiamo dei destini intrecciati, nel bene e nel male.  Nel caso di Sonic e SEGA le cose non vanno molto bene dalla fine degli anni ’90. Se le prime avventure del porcospino, degli spassosi platform bidimensionali iper veloci (e dalle musiche meravigliose, ascoltare per credere qui) erano state in grado di rivaleggiare i migliori franchise Nintendo (primo fra tutti Mario), le successive iterazioni non avevano riscosso il medesimo consenso. Tutt’altro.

La decadenza di Sonic fu dettata dalla coincidenza di due eventi: la nascita dei platform tridimensionali ed il ridimensionamento di SEGA come società. Come nel caso di numerose altre saghe famose, Castlevania è la prima a venire in mente, lo scorrimento in due dimensioni non si adatta facilmente alla tridimensionalità poligonale: sebbene non si tratti di un dogma, tale osservazione suggerisce che serva una rivoluzione della formula di gioco per fare il salto dimensionale.

Il passaggio alle tre dimensioni è problematico per i platform e richiede rinnovamento

Lo stesso Mario ha intervallato iterazioni più scialbe a capolavori assoluti nell’intento di risolvere questo rompicapo. Nel caso dell’idraulico, la potenza del marchio Nintendo ha reso possibili degli errori fisiologici che, a loro volta, hanno aperto la strada ai trionfi. SEGA, d’altro canto, ha iniziato a navigare acque burrascose sin dal lancio del SEGA Saturn, console a 32 bit che succedeva al Mega Drive. L’arrivo sul mercato di Playstation aveva infatti indotto reazioni difensive sia da parte di Nintendo che di SEGA. Fu tuttavia quest’ultima a pagare il prezzo più alto: nell’intento di creare un prodotto tecnologicamente più avanzato si era eccessivamente esposta da un punto di vista economico ed il ritorno non era stato sufficiente. L’uscita del Dreamcast, da molti considerata una console indimenticabile ed irripetibile, era stato il canto del cigno della società giapponese che, di li a poco, avrebbe cessato di essere produttore di hardware.

Dove stava Sonic in tutto questo? Era praticamente già uscito dalla competizione dei platform. I suoi scenari a scorrimento veloce erano la perfetta esemplificazione delle superiori capacità del Mega Drive rispetto al rispettivo concorrente di Kyoto, tuttavia si era entrati in una nuova era videoludica ed il progresso aveva mietuto delle vittime.

Cosa fare del porcospino?

Sonic cade nella sfortunata categoria dei personaggi talmente ben riusciti al primo tentativo da lasciare i creatori a secco di idee sul lungo periodo. Con l’aggravante di non aver potuto godere di radicali reinvenzioni (come nel caso, per esempio, di Lara Croft): come tradurre la meccanica della corsa veloce in un mondo tridimensionale? Come strutturare il level design in maniera originale rispetto al passato? Non vi sono dubbi che queste domande si siano rincorse negli anni nei corridoi del quartier generale SEGA, come pure è altrettanto certo che non siano state trovate risposte adeguate.

Chiunque nel 2019 abbia avuto l’idea di tirare in ballo Sonic per un film deve essere un nostalgico incallito, un ignorante in fatto di videogiochi oppure un professionista dell’azzardo. O forse tutte e tre le cose insieme. Ciò che non può non dispiacere ai fan della prima (o quasi) ora è vedere una vecchia icona per nulla tutelata da chi ne detiene i diritti. Anche se, in fondo, si tratta delle stesse persone che non hanno saputo cosa farci negli ultimi venti anni.

Ci sono 10 commenti

Ulquiorra

Povero Sonic, che tristezza…

nDrake

Sono d’accordo: non solo non dovevano rimettere mano al modello ma a me piaceva pure 😀

leo1585

Completamente d’accordo sull’ingerenza del pubblico. Sta alla produzione difendere il lavoro dei propri creativi, gravissimo lasciarsi influenzare.

    gmg215

    Si ma lì ci sta per forza lo zampino dei famigerati uomini marketing che col cinema o i videogiochi hanno poco a che fare

CastroStark

Son d’accordo anche perchè se viene fatta una scelta non la si può cambiare soltanto per paura di andare contro ai gusti degli altri. Bah …

MIDITI

Un creativo che fa una scelta di cui va fiero non la stravolge cosi facilmente alle prime critiche. Forse non ne erano cosi convinti loro in primis e i commenti negativi non hanno fatto altro che incrementare i loro dubbi. C’è poi da considerare che Sonic come personaggio non è proprio adattissimo per un film proprio perche non è semplice ricrearlo rimanendogli fedeli in un contesto diverso da quello del videogioco, cosa possibile invece con i ben piu “poliedrici” Pokémon che infatti hanno successo con vari generi di videogiochi, anime, film etc…

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