Il Giocatore Tipo: il Critico

Quando la polemica non è importante: è l'unica cosa che conta!

Il giocatore tipo di Claudio Albero

Ben ritrovati, amici di Gameplay Café, e ben tornati sulle pagine dell’appuntamento scientifico – videoludico per eccellenza. Se la vostra sete di conoscenza sul variopinto mondo dei giocatori è praticamente inestinguibile, ebbene, oggi abbiamo analizzato la categoria che, più di ogni altra, potrebbe farvi venire voglia di appendere il joypad al chiodo. Stiamo parlando del critico.

Se nelle puntate precedenti abbiamo esaminato tipologie di giocatore diverse ma, tutto sommato, abbastanza pacifiche, nel caso del critico, invece, il discorso cambia completamente. La categoria in questione è tra le più pericolose ed aggressive che siano mai state scoperte dagli antropologi più insigni, capace con poche e taglienti parole, di scatenare i flame più agguerriti.

Proprio per questa ragione, invitiamo solo i più temerari a proseguire oltre in questo nostro “safari videoludico”, ma assicuratevi che i vostri fucili siano ben carichi, perché…

Il critico non perdona

come si riconosce un giocatore critico
Certe immagini sembrano parlare da sole…

 

Ogni giorno un amministratore di un gruppo Facebook si alza, sapendo che dovrà essere più veloce del critico, per moderare i suoi commenti al vetriolo. Ogni mattina, un critico si alza, sapendo che dovrà essere più veloce dell’admin, in modo da poter esprimere liberamente le sue opinioni impopolari, anche se per pochi minuti.

È con questa dotta citazione che introduciamo il giocatore tipo del giorno che, a differenza dei suoi illustri colleghi che l’hanno preceduto su queste pagine, non fa assolutamente nulla per nascondere la sua natura.

Più feroce di un leone, più puntiglioso e pignolo di uno Sgarbi nelle sue giornate più “ispirate”, più pungente di una vespa e, soprattutto, più acido di uno yogurt scaduto; identificare un critico è l’operazione più facile al mondo. Recatevi in una qualsiasi community e pubblicate uno screenshot del vostro gioco preferito, quello che più vi ha emozionato, quello che più vi sta a cuore. Fatto questo, attendete qualche minuto e leggete i primi commenti. Ebbene, è scientificamente provato che, tra le prime dieci o venti risposte, ci sarà quella del nostro amato (?) critico!

Caratteristica del nostro eroe è quella di non essere per niente aperto al dialogo. Immaginate di aver appena postato delle foto di Kingdom Hearts III sui vostri social; scorrendo i commenti, tra i vari “Che bello!“, “Quanti ricordi!!! ” ed i “Sto tornando bambinooooooh!1!!“, comparire quel “ma non vi vergognate, alla vostra età, di giocare ancora a titoli così facili?!” capace, in un sol colpo, di cancellare tutta l’enfasi ed il trasporto che vi avevano spinti a quel gesto innocente. Sarà proprio in quel momento che avrete la certezza di esservi imbattuti nella “tigre siberiana del videogame“, nell’ “Aldo Busi dei pixel”: nel critico.

L’unico giocatore al mondo in possesso della “licenza polemica”!

Non c’è critica che non possa essere fatta.

Ma passiamo alla domanda che in molti si staranno facendo: come si riconosce un critico? Fornire una descrizione esatta non è facile, in quanto, a differenza dell’hipster, il nostro beneamato non è in possesso di un look eccentrico, anzi, potrebbe mimetizzarsi alla perfezione con altri giocatori.

Tuttavia, nonostante, questo suo difficile inquadramento sistematico, il critico è facilmente identificabile nel suo territorio di caccia preferito: le community online.

Non c’è gioco che lui non possa demolire a suon di “non lo vedete il downgrade??“, “questa roba è banale!” e di “ma come fate a giocare una porcheria simile?“; non c’è admin che possa resistere alla tentazione di cacciarlo a pedate dal suo gruppo e soprattutto, a memoria d’uomo, nessuno è mai stato capace di sentire il nostro giocatore tipo elogiare un singolo videogame!

Capace di trasformare la discussione più pacifica in un film di Bud Spencer e Terence Hill e di far prudere le mani anche al Mahatma Gandhi, il critico è sempre l’anima della festa, attirando su di sé l’attenzione, le risposte di tutti gli utenti (anche di quelli meno attivi) e, di conseguenza, il ban.

Nonostante i giocatori di questa categoria siano quasi tutti di età non più verde, non è raro trovare casi critici giovani che, nonostante la loro età prepuberale, hanno già sviluppato un gusto e, soprattutto, una predisposizione al dialogo distruttivo degni del miglior Enzo Miccio.

Per lui non esistono giochi perfetti o esenti da difetti, egli applica alla perfezione l’insegnamento “Critico ergo sum“, anche nel caso in cui si trovasse cacciato fuori da ogni community ed anche il vicino di casa gli togliesse il saluto: meglio perdere un amico che perdere la possibilità di mettere in mostra le verità che nessuno dice!

Un uomo, una critica

cosa dice un giocatore critico
Ma cosa ti giochi?

Arrivati a questo punto, la domanda sorge spontanea: qual è la funzione del critico nel mondo dei giocatori? Nonostante la risposta più semplice possa essere quella dello scartavetrare gli attributi e del generare litigi dal più innocente dei post, i massimi esperti del settore videoludico ritengono che le cose stiano diversamente.

Nonostante il suo PH decisamente acido, il nostro giocatore tipo è animato dal più nobile degli intenti: quello di mettere alla prova ogni certezza, anche più granitica. Chi l’ha detto che Half – Life 2 è il miglior sparatutto di sempre? Chi è che sostiene che un cetriolo, se è realizzato in pixel art, è automaticamente bello? È mai possibile che nessuno veda i difetti che noto io?

Come tutti sappiamo, nonostante egli possa aspirare al ruolo di beta tester definitivo, il critico pagherà la sua indole aggressiva e la sua lingua tagliente quanto i Miracle Blade III serie perfetta. Il giocatore tipo analizzato, nonostante questa sua “deformazione professionale“, è il classico bombo che continua a svolazzare (e a rompere le scatole) in barba a qualsiasi legge scientifica.

Siamo sicuri che se il nostro eroe riuscisse a smussare alcuni tratti spigolosi della sua istrionica personalità, potrebbe aspirare alle vette più impensabili: un geniale game designer, un audace capitano d’impresa, un visionario CEO dei più importanti studi di sviluppo al mondo o, perché no, il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America!

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