Aspettando Luigi’s Mansion 3, riscopriamo i prequel

L'Odissea del fratello fifone

Speciale di Emanuele Vanossi

Ci vuole molto per farsi notare dalla gente quando tuo fratello è onnipresente. Il povero Luigi esiste praticamente dallo stesso tempo di Mario eppure non ha mai assunto quello status di icona proprio del fratello, ma forse è proprio quello che Nintendo vuole dato che questa minore notorietà ha permesso a Luigi di essere protagonista di una delle serie più bizzarre del portfolio della grande N. La casa giapponese non ha mai avuto paura di sperimentare e nel 2001 si è lanciata nel bizzarro esperimento di un Resident Evil in salsa Nintendo, mescolato con Ghostbusters e condito con uno strambo senso dell’umorismo: Luigi’s Mansion.

 

Un gioco di culto

Il primo Luigi’s Mansion non è stato un grande successo commerciale, e nemmeno un grande gioco a dirla tutta. Lineare, breve e ripetitivo, il titolo ha però avuto il grande pregio di dimostrare come, grazie ad una grande caratterizzazione, l’insolito protagonista baffuto aveva le spalle abbastanza larghe da sopravvivere da solo. Sicuramente più difficile da apprezzare per il grande pubblico, rispetto ad esempio a Super Mario Sunshine, Luigi’s Mansion è negli anni divenuto un videogioco quasi di culto, un feticcio, per i fan Nintendo ansiosi di dimostrare la ricercatezza dei propri gusti. Questi sentimenti hanno però un’origine: il gioco è misterioso, ricco di dettagli nascosti e inspiegabili quasi ad anticipare un trend di game design che anni dopo, ed in maniera totalmente differente, ha dato vita a giochi dalla narrativa criptica come ad esempio quelli From Software. Grazie ad una fan base non indifferente, il gioco non è mai andato totalmente dimenticato e quasi a voler resuscitare un’antica ambizione, Nintendo nel decise nel 2013 di proporre un sequel, più di dieci anni, dopo affidandolo alle sapienti mani dei canadesi di Next Level Games, già autori di Super Mario Strikers.

Luigi all’ingresso della Mansion dal look tetro e minaccioso del gioco originale.

 

Un sequel inaspettato

Luigi’s Mansion 2 è un titolo superiore al suo predecessore, un’opinione personale che voglio supportare con delle considerazioni. Con un level design più intricato, maggiore longevità, ottimi puzzle ed uno stile artistico meglio caratterizzato, il sequel ha saputo superare abbondantemente le vendite dell’originale. Next Level Games non ha certamente svolto un compito rivoluzionario: Luigi’s Mansion 2 è infatti frutto di un’accurata evoluzione dei punti critici del primo titolo. Tuttavia non tutto è andato per il meglio e non sono stati in pochi a lamentare delle deficienze del sequel rispetto al mai troppo amato originale. Dopo le quasi 6 milioni di copie vendute di Luigi’s Mansion 2, sviluppato oculatamente su handheld per risparmiare qualche quattrino in caso di fallimento, Nintendo si è fortunatamente convinta a dare una nuova spinta alla serie grazie inizialmente al porting su 3DS del primo capitolo e successivamente con il rilascio di Luigi’s Mansion 3, sempre ad opera di Next Level Games, tra qualche mese. Il terzo episodio della serie promette, dal materiale visto finora, di essere il perfetto connubio tra tutti i punti di forza dei suoi predecessori: vediamo quindi cosa possiamo aspettarci.

Next Level Games ha saputo dare nuova linfa alla serie a partire da Luigi’s Mansion 2 ed il suo stile, sia narrativo che visivo, più comico.

 

Dalle Magioni ad un Hotel

Come da titolo, Luigi’s Mansion si svolge all’interno di una magione: grande e dettagliata, la casa infestata del primo capitolo non è che un semplice antipasto per le meraviglie dei cinque manieri di Luigi’s Mansion 2. Un maggior livello di caratterizzazione, unito a delle architetture più articolate che premiano l’esploratore attento, rende ognuna delle magioni del sequel un luogo più interessante rispetto alla Mansion dell’originale.

 

La struttura del primo titolo è da classico sandbox suddiviso in quattro macro capitoli, mentre il sequel presenta una progressione più lineare suddivisa in brevi livelli, una scelta sicuramente dettata dalla natura portatile del gioco. Sebbene quest’ultima possa sembrare più lineare, ha in realtà arricchito Luigi’s Mansion 2 di una maggiore varietà di situazioni generate grazie al continuo reset delle condizioni di partenza nei livelli. Per Luigi’s Mansion 3 sembrerebbe che Next Level Games abbia optato per una struttura divisa in mondi di gioco non troppo dissimile dalle magioni del secondo capitolo, in questo caso però i vari piani di un gigantesco hotel probabilmente interconnessi, nel classico stile dei giochi principali di Super Mario. Ogni piano avrà una sua caratterizzazione tematica: set di film, giardini botanici, castelli medioevali e chissà quanto altro. Non è ancora chiaro se l’esplorazione sarà divisa per livelli lineari o se permetterà un approccio sandbox più libero, un’opzione certamente più probabilmente ed in linea con le speranze dei fan.

La principale ambientazione di Luigi’s Mansion 3: un gigantesco hotel in cui percorrere ogni piano.

 

Risucchiando fantasmi

Il particolare gameplay della serie non ha subito grossi stravolgimenti tra i due capitoli: al netto di alcune aggiunte ed affinamenti, il cuore è rimasto praticamente invariato. Tra esplorazione delle stanze, combattimento con fantasmi e risoluzoini di enigmi, Luigi’s Mansion è una serie che ha saputo creare un’ottima varietà di situazioni, specialmente nel secondo capitolo dove i puzzle si sono fatti più intricati ed i combattimenti più intensi. Grazie inoltre all’introduzione di nuovi strumenti come lo strobobulbo, l’esplorazione in Luigi’s Mansion 2 è stata resa una vera caccia al dettaglio per trovare collezionabili, monete ed altro.

I due principali strumenti di Luigi’s Mansion 2 e Luigi’s Mansion 3. Dai dettagli della loro costruzione si possono dedurre le varie funzionalità.

 

Il primo capitolo è spesso stato tacciato di essere una glorificata tech-demo per l’hardware del Gamecube ed il gameplay è forse l’aspetto che più supporta questa accusa. Eccessivamente ripetitivo ed incapace di fornire novità che supportassero un ritmo di gioco interessante, il gioco ha comunque il grande pregio di aver introdotto una caratteristica alla base della serie: l’importanza dell’oculata osservazione dei dettagli della magione resa possibile grazie al Game-Boy Horror, un dispositivo che permette la scansione di ogni singolo elemento dello scenario per svelarne le caratteristiche. Un elemento assolutamente eccezionale del titolo che è stato sfortunatamente rimosso nel secondo capitolo e che speriamo possa ritrovare posto in Luigi’s Mansion 3. Questo terzo capitolo sembra promettere grandi novità in termini di meccaniche di gameplay: il nuovo Poltergust G-00, oltre a conservare tutte le funzioni di quello di Luigi’s Mansion 2, ha infatti una serie di nuove peculiarità che arricchiranno sia il combattimento che l’esplorazione. Come ultimo elemento è importante citare Gommiluigi (Gooigi nell’originale): introdotto nel remake del primo titolo su 3DS, in Luigi’s Mansion 3 il gommoso doppelgänger del protagonista assumerà un’importanza chiave permettendo non solo di giocare in multiplayer, ma anche di risolvere enigmi ed esplorare l’Hotel in single player.

Due delle nuove meccaniche di Luigi’s Mansion 3: Gommiluigi e la possibilità di “sbatacchiare” i fantasmi.

 

Tra boss, boo e compianti Portrait Ghosts

Grandi protagonisti del titolo, i fantasmi hanno subito, tra primo e secondo capitolo, una sensibile riduzione in termini di quantità delle tipologie. Ciò non è da intendere necessariamente come un difetto: sebbene Luigi’s Mansion 2 conti pochi differenti antagonisti, essi sono meglio caratterizzati, maggiormente distinguibili e di conseguenza più facilmente approcciabili in combattimento. Nonostante questo, Luigi’s Mansion 2 ha clamorosamente toppato su uno dei punti forti del primo capitolo: i Portrait Ghost. Fantasmi unici e legati alle che ne rappresentavano la vita e le abitudini, questi richiedevano la comprensione di determinati pattern di comportamento per poter essere stanati, apirati e trasformati in dipinto. Fortunatamente abbiamo già una conferma: i Portrait Ghost faranno il loro ritorno in Luigi’s Mansion 3 e possiamo sperare nel fatto che saranno ancora più variegati, ricchi di personalità e carisma.

Le tipologie di nemici dei due titoli.

 

I veri nemici, almeno narrativamente parlando, di entrambi i titoli sono però sempre stati i Boo ed il loro re, King Boo. Meno aggressivi e tendenti alla fuga, i Boo sono protagonisti di modalità di combattimento e gameplay differenti da quelle dei normali fantasmi. La presenza di questi è confermata anche per il terzo capitolo, ma non è ancora noto come essi si presenteranno in termini di gameplay. L’ultima tipologia di nemici sono i boss: presenti in scarso numero nei primi due giochi, essi presentano pattern di attacchi e caratterizzazioni estetiche superiori nel secondo capitolo raggiungendo anche picchi di difficoltà non indifferenti nelle fasi finali. Una nota di demerito è poi storicamente riservata al boss finale di Luigi’s Mansion: il Bowser decapitato, un incubo di cattivo design e pessimo gameplay che molti bambini, oggi cresciuti, probabilmente ancora si portano dietro. Speriamo Luigi’s Mansion 3 sappia fare di meglio sorpassando entrambi i predecessori.

Luigi’s Mansion 3 sembra saper proporre tantissimi nemici unici andando a migliorare la varietà di situazioni dei due prequel.

 

Dei gioielli di stile ed atmosfera

Sebbene a prima vista non ci sia grande distanza tra i due primi titoli, Next Level Games ha svolto per Luigi’s Mansion 2 un’eccezionale lavoro di perfezionamento dello stile artistico del gioco. Nonostante 3DS non disponga di maggiore capacità di calcolo di Gamecube, gli anni intercorsi tra i due titoli hanno portato numerose nuove tecnologie nell’ambito del rendering delle luci, dei materiali e della fisica in gioco. Luigi’s Mansion 2 si presenta quindi come un gioco più caratterizzato: lo stile di modellazione poligonale ha assunto una svolta meno realistica e più stilizzata, con tagli netti ed esagerati a sottolineare la natura stramba e bizzarra dell’intero stile horror-comico del titolo. La quantità di dettagli in movimento surclassa quella del primo titolo che dalla sua ha invece una netta superiorità in termini di qualità delle texture, sopratutto nel remake per 3DS ad opera di Grezzo. Proprio comparando i due titoli su 3DS risulta chiara la differenza, seppur sottile, di atmosfera: laddove il primo è un titolo più cupo, minaccioso e dark, il secondo è più comico, bislacco e luminoso. Luigi’s Mansion 3 in questo campo sembra percorrere la strada già intrapresa da Next Level Games nel secondo capitolo. La maggiore potenza di calcolo disponibile su Nintendo Switch, e la risoluzione per la prima volta HD, sembrano poter proporre una qualità visiva di assoluta eccellenza nel panorama della console con una ricchezza dei dettagli, dell’effettistica e delle animazioni che fa spiccare allo stile artistico un vero salto di qualità. Piccola nota sul sonoro: in Luigi’s Mansion 3 ritornano gli orecchiabili temi dei precedenti titoli, mentre per valutare il sound design sarà necessario aspettare il rilascio del titolo visto che la maggioranza dei video rilasciati finora non hanno audio diretto dal gioco.

Lo stile artistico della serie Luigi’s Mansion è pronto a fare il salto di qualità grazie alla risoluzione per la prima volta HD.

 

Quale Luigi’s Mansion avete preferito? E cosa vi aspettate dal terzo capitolo? Fatemelo sapere nei commenti, e mentre aspettiamo l’uscita di Luigi’s Mansion 3, fissata per il 31 ottobre, rileggiamo anche il provato post-E3 del nostro Oscar.

 

Ci sono 3 commenti

Kasdan80

Ho preso il 2 qualche settimana fa, c’era un offerta per 3DS. Un piacevole scaccia pensieri 🙂

Lukyno18

Non vedo l’ora di metterci le mani sopra 🙂

Lukyno18

Non vedo l’ora di metterci le mani sopra 😀

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