The Last Story – L’ultima vera fantasia finale?

Speciale di Giorgio Livraghi

Considerate le recenti notizie mi è venuta voglia di ritirarvi fuori il primo JRPG che mi salta in mente quando si parla della cara e vecchia Nintendo Wii.

In molti verranno riportati subito dai ricordi a Xenoblade Chronicles, ma per quanto l’apprezzi tornerei proprio su The Last Story.

Concepito dalla creatività di Hironobu Sakaguchi (padre di Final Fantasy da I al XI) fu indicato dal proprio ideatore come il suo progetto definitivo. Di fatto sanciva il suo vero ritorno in scena da game director, ruolo che non ricopriva fin dai tempi della quinta “fantasia finale”.

Tra i suoi punti di forza ricordiamo sicuramente dei personaggi simpatici e ben sfaccettati, contestualizzati in un mondo fantasy piuttosto ricco e diversificato, spartito da due razze: umana e Gurak un tempo unite in armonia, ma ora impegnate in una strenua lotta.

La trama segue le avventure di un piccolo gruppo di mercenari in cerca di fortuna, tra cui il protagonista Zael, il cui ruolo già dalle prime battute sarà cruciale succedersi degli eventi. Nonostante la sua linearità la narrazione si difende bene e i momenti salienti sono impreziositi da favolose cuts cene in CGI e grafica di gioco.

Anche il comparto grafico e lo stile artistico si sono distinti in positivo, con ottimi modelli poligonali di personaggi e scenari principali (come la città di Lazulis con i suoi borghi e il magnifico castello). L’aspetto dei dungeon d’altro canto presenta qua e là qualche sbavatura per via di texture decisamente meno curate. Nel complesso l’impatto visivo offerto dal titolo rimane uno dei più impressionanti raggiunti dalla vecchia ammiraglia Nintendo.

La colonna sonora e le musiche di gioco sono realizzate dall’irriducibile amico del director e storico compositore Nobuo Uematsu, capace di regalare emozioni e adattarsi benissimo allo scenario medievale del gioco.

Il rovescio della medaglia è rappresentato dal gameplay, che avrebbe potuto certamente offrire di più: presentando negli scontri un ibrido tra action e strategico, che mette insieme i normali attacchi automatici a diverse combinazioni, sfruttando magie e azioni dei compagni del party da combinare con il proprio potere, dare loro ordini o la possibilità di concentrare su di sé l’attenzione dei nemici.

Anche la componente free roaming è circoscritta a location ristrette e già esplorate, la sua libertà di azione non è quindi minimamente paragonabile a quella dei veri capostipiti del genere, come il sopracitato lavoro di Monolith Soft.

Dato che diverse voci si stanno avvicendando sul possibile approdo su Switch di una remastered del titolo o di un possibile sequel chiedo a voi, se sareste favorevoli a uno dei due risvolti oppure preferireste vedere altro sulla console?

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