Tempo di Caffè: Fermati!

Vagare con la mente attraverso il videogioco

Rubrica di Giulio Baiunco

Leggevo in un libro il paragone che faceva uno dei due protagonisti, Connell, con un cervo: sono delle creature strane che, di notte, appaiono spettrali e con gli occhi che appaiono come un effetto speciale quando abbagliati da una macchina. I mammiferi artiodattili risultano intelligenti poiché Connell associa la pausa con la riflessione. Anche gli esseri umani, sopratutto quando si fermano, vengono percepiti agli occhi degli altri come soprappensiero, anche se pensare è un’azione inevitabile. Le opere d’intrattenimento permettono allo spettatore di riflettere o inibiscono l’abilità cognitiva? Può esistere una correlazione vi è fra fermarsi a riflettere e i videogiochi?

Bentornati su Tempo di Caffè.

Dopo l’ultimo trailer di Death Stranding ho notato una caratteristica che accade nei videogiochi degli ultimi anni. Nei primi minuti del gameplay trailer è possibile osservare il protagonista che tiene tra le braccia il Bridge Baby, vengono così chiamati i bambini all’interno del gioco, e premendo il tasto cerchio si potrà svegliarlo. Da quel che è possibile osservare, sarà il giocatore a decidere il momento in cui alzarsi e riprendere il gioco. In questo frangente sembra ci sia la possibilità di fermarsi e fare una pausa, permettendo al giocatore di riflettere. I momenti in cui si vaga con la propria mente, si pensa a se stessi o si stacca la spina dal proprio mondo è una delle caratteristiche contraddistinte dell’ottava generazione videoludica. Prendiamo il caso del blasonatissimo Life Is Strange: il ritmo del gioco è lento e ciò ha permesso agli autori di aggiungere elementi in cui il giocatore ha l’occasione di potersi sedere per sentire i pensieri della protagonista e fermarsi a riflettere. Chiunque è libero di prendersi il proprio tempo.  Firewatch presenta una direzione artistica particolare e ricercata e, insieme a una colonna sonora rilassante e paesaggi naturalisti, è l’ideale per fermarsi, godersi il panorama e far si che la nostra mente possa agire liberamente, magari in posti del cervello lontani e inesplorati.

Non so cosa i cervi provino mentre stanno lì fermi al centro della strada, tuttavia posso dichiarare che di solito gli esseri umani con un’espressione alienata e una postura immobile stiano pensando. Nei videogiochi viene fornita sempre più spesso la possibilità di fermarsi, prendere una pausa e riflettere. In tal modo si fuoriesce dall’etichetta di giocatore per diventare spettatori, poiché è necessario non fare assolutamente nulla.

Vi sarà capitato con un libro o con un altro mezzo d’intrattenimento di andare oltre, vagare con la mente, riflettere su qualcosa che si discosta in maniera netta con l’opera che avete tra le mani. I pensieri che nascono, le idee che fioriscono in quei momenti possono essere di passaggio o rivelatori di una grande fioritura, se coltivate nel modo giusto. Offrire la possibilità al giocatore di poter trattenersi dal procedere dall’avventura per qualche attimo è un simbolo di grande maturazione da parte dell’industria, la quale comprende l’importanza del fermarsi e del pensare per far sviluppare o migliorare il fruitore che non potrà esserne solo che grato.

Ci sono 4 commenti

COLDSEASONS

Bellissimo articolo. Tempo di Caffè ormai sta diventando a mani basse una delle mie rubriche preferite di Gameplay Cafè 🙂 Una domanda: l’immagine che si vede in home è tratta da Firewatch?

akmur

Firewatch mi é assolutamente entrato nel cuore, e non se ne andrá mai. Grande direzione artistica, grande atmosfera, me lo sono proprio goduto.

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