Tempo di Caffè: Memoria

Quando ricordiamo, ripetiamo e immagazziniamo

Rubrica di Giulio Baiunco

Nella puntata precedente abbiamo discusso dell’attenzione, del suo funzionamento quando si fruisce di un’opera e della modalità in cui gli autori fanno sì che venga spesa al meglio. Oggi affrontiamo un’altra capacità del cervello: quella di conservare informazioni, di cui si occupa la memoria. Quest’ultima facoltà citata è ancora molto sconosciuta agli studiosi, anche se rimane una delle più studiate. La suddivisione e il funzionamento si rifà a un modello teorico del 1968 che sostiene l’esistenza di tre magazzini per far funzionare la memoria:

  •  Memoria Sensoriale: magazzino limitato e di passaggio, si attiva prima dell’attenzione.
  •  Memoria a Breve Termine: tiene pochi elementi a cui si presta attenzione.
  •  Memoria a Lungo Termine: le informazioni vengono immagazzinate durante il sonno e conservate.
Memoria

Il processo di memorizzazione presenta una fase di codifica che verifica quando viene inserita una nuova informazione in un contesto di informazioni precedenti. Per esempio, riferendosi direttamente al videogioco, si può dire che l’attività codificatrice della memoria si attiva nel momento in cui il giocatore fa esperienza di una nuova opera videoludica e acquisisce nuovi dati dalla narrazione. Successivamente alla fase di codifica, vi è la ritenzione nella quale la memoria trattiene le informazioni e mette in atto le strategie per immagazzinarle. In un videogioco possiamo memorizzare più facilmente le parti maggiormente significative o quelle che vengono ripetute più volte (la ripetizione, infatti, è fondamentale nel processo di memorizzazione). Alla fase di ritenzione e immagazzinamento segue il processo di richiamo che permette di recuperare il ricordo in relazione al modo in cui l’informazione è stata acquisita, posto in relazione proprio con la fase di recupero del ricordo. In questa fase la memoria sarà tanto più potenziata quanto più potrà avvalersi di appropriati suggerimenti.

 

Compreso come viene suddivisa e utilizzata, i creatori di videogiochi utilizzano alcuni trucchi del mestiere per consentire al cervello di prestare attenzione a certi elementi e conservarli nella memoria. Uno fra questi è il priming, un effetto che riesce ad associare uno stimolo a una reazione. Pensate al suono di allerta di Metal Gear Solid, cosa provate una volta che lo sentite? Nel game design vengono utilizzati i tutorial per permettere al fruitore di imparare le meccaniche di gioco e, di solito, viene ripetuto più e più volte lo stesso schema. Perfino nella narrazione avviene l’utilizzo di sistemi che permettono agli spettatori di ricordare, attraverso l’utilizzo della sequenza di recap, per esempio, che consente di richiamare elementi della memoria precedentemente immagazzinati, pensate all’inizio di ogni capitolo nel videogioco Alan Wake.

La memoria è una capacità del cervello estremamente complessa e affascinante allo stesso tempo. Il suo studio consente di applicare varie tecniche in tutti gli ambiti, compreso quello videoludico di cui ci si fa sempre più strada per poter offrire al giocatore la migliore esperienza possibile e che sia in grado di ricordare il funzionamento del gioco e le vicende narrate.

 

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