A Spasso col Nerd – Trip n.2, Budapest ed il Museo del Flipper

La rubrica che vi suggerisce, di città in città e di paese in paese, i luoghi più intriganti da visitare e che meglio rappresentano la cultura pop e la cultura nerd.

A Spasso col Nerd di Oscar Diliddo

La volta precedente abbiamo fatto tappa ad Amsterdam, alloggiando nel fantastico The Arcade Hotel. Questo mese nella rubrica a spasso col Nerd visiteremo un’altra meta del vecchio continente: Budapest!

Trip n.2

Budapest, Ungheria
Il museo del Flipper

Avrete di sicuro sentito parlare di questa città. Vi avranno detto che è molto bella, che ci sono le terme e che il viale lungo il Danubio è romantico ed evocativo. Magari ci siete anche stati! Forse però nessuno vi ha detto che a Budapest si cela una meta nerd assolutamente imperdibile: Il Museo del Flipper (o FLIPPERMÚZEUM o Pinball Museum, dipende solo da che lingua volete usare).

FLIPPERMÚZEUM 

Una delle quattro sere trascorse nella capitale ungherese, mentre eravamo in hotel a riprenderci dalle fatiche della giornata passata alle terme, mia moglie scopre un posto che avremmo potuto visitare il giorno successivo nonostante le previsioni meteorologiche avverse previste. Il giorno seguente ci mettiamo in marcia per raggiungere uno dei luoghi più divertenti che abbia mai visto e, guarda caso, incontro pure mio cugino che era a Budapest giusto di passaggio. Come si dice? Il mondo è piccolo? Ne ho avuto la riprova. Lo invitiamo così ad unirci a noi.

Una volta giunti a destinazione, la visuale esterna del museo ci ha spiazzati. Di certo non era né il Guggenheim, né il Musee d’Orsay. Ci si è palesato davanti un edificio con un ingresso che pareva portare ad uno scantinato. Questo piccolo particolare e il costo del biglietto di 3000 HUF (circa 10 euro) ci stava per scoraggiare, anche perché a vederlo di passaggio non dava di certo l’aria di essere un qualcosa di unico, interessante o in qualche modo attraente. Il problema era che stava iniziando a piovere per bene e l’alternativa sarebbe stata quella di tornarsene in albergo e poltrire fino a che smettesse.
Preso coraggio e messo mano al portafogli, ci siamo trovati sopraffatti dalla enorme quantità di luci, colori, suoni e dalla bellezza dei flipper sistemati ordinatamente uno dopo l’altro nelle diverse stanze. Altro che scantinato, eravamo entrati nella tana del bianconiglio!

Dopo aver dato un rapido sguardo a ciò che ci circondava, ed aver riempito gli occhi di stupore e meraviglia, il nostro cuore è stato travolto dalla voglia di giocare. Lasciata da parte l’indecisione, ci accingiamo a provare i diversi flipper (il museo ne accoglie oltre centotrenta!).
Bastano pochi minuti per trasformare lo scetticismo in gioia e rendere tale gioia una sensazione palpabile e dilagante. Non era uno scantinato arrangiato, ma una sala espositiva; un vero e proprio dungeon pieno zeppo di tesori. Mentre il locale iniziava a riempirsi sotto lo scrosciare copioso della pioggia, ci siamo resi conto che in quel momento non potevamo essere in un posto migliore.

Tutti i flipper sono attivabili gratuitamente e ci si può dedicare come pazzi a battere quanti più record possibile. L’unico limite è l’orario di chiusura, facilmente aggirabile facendosi un abbonamento al museo ed aver così la possibilità di entrarci per più giorni consecutivi.

Il Flippermùzeum regala scorci di un’epoca passata, proponendo una variegata gamma di Flipper e giochi affini (anche qualche cabinato arcade come ad esempio Mortal Kombat 3) che vanno dagli anni trenta fino a quelli di inizio millennio, epoca in cui, a quanto pare, qualcuno ha purtroppo deciso che i Flipper non erano più necessari al divertimento.

Tra i vari Flipper del passato si celano delle chicche di rara beltà. Tavoli particolarissimi risalenti a quasi cento anni fa ed ancora funzionanti. Vedere l’intera evoluzione dei giochi meccanici da bar, pub o, perché no, saloon è interessante ed istruttivo. È quindi caldamente consigliato soffermarsi anche nella saletta delle antichità per capire l’evoluzione di questa forma di intrattenimento, che va dai bowling da tavolo ai tavoli pendenti pieni di lucine e suoni.

Peccato che, ad un certo punto, questa evoluzione abbia avuto un arresto e che i flipper e le loro meravigliose luci abbiano ceduto il loro posto nei bar a qualche passiva macchinetta mangiasoldi con schermi LCD scadenti, tre tasti luminosi ed il finto frastuono di slot machine.

Tra i vari flipper di cui mi sono innamorato, uno in particolare mi è rimasto nel cuore: quello dedicato a Super Mario. Non tanto perché sono un nintendaro o per la qualità intrinseca del gioco in sé (ce ne sono di più belli, vari ed elaborati), ma perché sono entrato nella sua Top Ten! Al quinto posto, per essere precisi. Anche queste sono soddisfazioni!
Senza neanche accorgercene la mattinata era letteralmente volata via. Complice anche la megasfida a tre ad un flipper di Star Wars (uno dei tanti dedicati alla saga), siamo usciti quando oramai le nuvole avevano versato ogni goccia d’acqua ed avevano lasciato spazio ad un tiepido sole pomeridiano.

Insomma, una visita obbligatoria per ogni nerd nostalgico (e non) che fa tappa a Budapest, nonché uno dei musei più divertenti che si possano visitare. Un meraviglioso angolo di passato, dove le ore scorrono più veloci delle palline di un flipper.

Come arrivare al FLIPPERMÚZEUM

Il museo non si trova tra le vie principali del centro ed è anche un po’ nascosto, ma rimane facilissimo da raggiungere: si trova a qualche decina di metri dal mega centro commerciale WEST END a cui sono collegate diverse linee di bus e di tram.
Non dico che da solo valga la pena del viaggio, ma se volevate una scusa in più per visitare una bellissima città, ora la avete.
Link al Sito ufficiale.

L’altra Budapest

Non di solo flipper si vive a Budapest. La splendida capitale ungherese offre infatti una moltitudine di attività interessanti a corredo del mero passeggio selvaggio tra le due sponde del Danubio. Giusto tre consigli su cose irrinunciabili, ma le opportunità a Budapest sono veramente molteplici e vanno ben oltre questi veloci consigli.

Le Terme

Impossibile visitare Budapest e non concedersi una visita (o anche più d’una) in uno dei principali centri termali della capitale. Che siano i popolari bagni Széchenyi o i più lussureggianti bagni Gellért, tornare da Budapest senza essersi cotti per qualche ora nelle calde acque termali è un dispiacere che non dovreste provare.

Il Mercato Coperto

Che sia meta turistica o meno, il mercato coperto più famoso di Budapest è una tappa obbligata se si vuole comprare qualcosa da portarsi a casa come ricordo del viaggio o se, semplicemente, si vuole mangiare qualche piatto tipico negli angusti corridoi del piano superiore della struttura.

Gozsdu-udvar

Zona da segnarsi e da tenere bene in mente. Se volete bere, mangiare, bere o bere ancora qualcosa, questa è la zona che fa per voi. Un conglomerato di vie e viuzze dove sorgono una mezza infinità di locali di ogni tipo. Tra una Pàlinka e l’altra, uscirete da quel quartiere allegri e più ungheresi che mai. Egészségetekre!

 

Ci sono 8 commenti

Frida

Che meraviglia 😍 il flipper mi riporta sempre alle estati dell’infanzia 😊

    Oscar

    Veramente! Avendo vissuto anche io quell’epoca, nutro un forte attaccamento verso queste macchine. Peccato non vederne più così facilmente in giro 🙁

Moriet_Riberick

Un articolo da “Oscar”. Una battuta tristissima che nasconde invidia e ammirazione. Hai un modo talmente appetitoso di “impiattare” questa rubrica che la voglia di fare un viaggetto è garantita. 😉

    Oscar

    Ciao! Grazie mille, mi fa davvero piacere! Bene, ora non mi resta che mandare questi articoli ai vari enti del turismo e farmi pagare qualche viaggetto! 😀

CastroStark

Davvero un bell’articolo! Sempre bello condividere emozioni ed esperienze!

James_J_Braddock

Un posto da sogno. Grazie per la condivisione di un’esperienza così unica

S17S

Che figata di posto, mi fa venire in mente una sorta di museo del cabinato che c’è a San fransico vicino a uno dei moli ( dove sono ormeggiati un sottomarino e una nave da guerra americane ) con giochi da fiera risalenti penso agli anni 50’ e con chicche anche degli anni 80’, li si paga qualcosa ma si parla di quarti di dollaro

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