Che fine hanno fatto Hironobu Sakaguchi e Mistwalker?

A volte ritornano e altre chissà..

Editoriale di Giorgio Livraghi

Hironobu Sakaguchi, padre della più celebre saga di RPG giapponesi, è da anni a capo di una piccola software house con sedi a Tokyo e Honolulu. Stiamo parlando di Mistwalker.

Ripercorriamo brevemente gli eventi che portarono l’autore ad abbandonare l’amata Square. Salvandola dal fallimento verso la fine degli anni ’80 con la prima “fantasia finale”, il cammino della software house fu sempre più ricco di successi. Raggiunse l’apice della popolarità con i capitoli di Final Fantasy VII, VIII, IX e X a cavallo di PlayStation e 2. Cosa sarebbe potuto mai andare storto? Forse proprio un certo ambizioso progetto che riguarda un lungometraggio in computer grafica.

Quel passo troppo lungo

Sakaguchi nelle vesti di regista, diresse Final Fantasy: The Spirits Within. Il film sforò le previsioni di budget, raggiungendo i 137 milioni di dollari, incassandone solo 85 ai botteghini (un insuccesso non da poco). Le vicende finanziarie portarono Square a fondersi con Enix e l’ammiraglio ad abbandonare la propria nave.

Final Fantasy The Spirits Within

Il primo lungometraggio fotorealistico mai realizzato.

La rinascita

Fu successivamente nel 2004, che Sakaguchi fondò Mistwalker; aiutata finanziariamente da Microsoft, si impegnò nello sviluppo di titoli esclusivi per Xbox 360. Ricordiamo infatti Blue Dragon, che avrebbe poi ispirato ben due serie animate e l’amatissimo Lost Odyssey. A quest’ultimo collaborò nel character design il noto mangaka Takehiko Inoue. Non a caso ancora molti fan sognano ancora una conversione per PC, distribuita digitalmente, ma le speranze sono sempre più vane.

Giunse in seguito la collaborazione con Nintendo, che portò alla realizzazione di The Last Story per Wii, gioco di ruolo nettamente focalizzato sulla narrativa, discostato dai canoni tipici del genere sul fronte del gameplay. Non va dimenticato il forte impatto avuto da questo titolo insieme a Xenoblade Chronicles; una vera ventata d’aria in un periodo buio per i J-RPG.

Per tutti i titoli finora nominati non va dimenticata la collaborazione con Nobuo Uematsu, storico compositore e amico di Sakaguchi fin dall’alba di Square.

The Last Story

L’ultimo titolo di ampio respiro firmato da Sakaguchi.

Tutto a portata di mano

Nel frattempo il fenomeno del mobile gaming prendeva sempre più piede, per questo lo studio decise di cimentarsi in questa nuova sfida. Il risultato fu la serie di Terra Battle, dei giochi di carte collezionabili (2.8 milioni di download), mai giunti da noi tra l’altro. Attualmente è in sviluppo Fantasian un RPG dalle buone potenzialità e dallo stile visivo davvero curato e accattivante in esclusiva iOS a quanto pare.

La domanda sorgerà a molti spontanea: il sogno di rivedere Sakaguchi alla direzione di un importante titolo tripla A rimarrà tale?
In vista dei minori investimenti richiesti dalla creazione di un gioco mobile, questa sarebbe la via più sicura per la piccola compagnia. Anche il rilascio di più titoli in minor tempo la favorirebbe, raggiungendo un pubblico enorme, quello dell’App Store.

Tuttavia, focalizziamoci su un’utenza che è mediamente casual come quella mobile e sul richiamo che potrebbe generare su di essa il nome dello storico director. Non sarebbe di certo paragonabile all’emozione provata da una schiera di appassionati.

Che il nome dell’ultimo titolo tradizionale ci abbia voluto dire che quella fosse l’ultima storia.. ai posteri l’ardua sentenza.

Ci sono 2 commenti

FitzGeralt_of_Panormus

Non fosse stato per l’insuccesso del lungometraggio quante cose sarebbero diverse, ci si potrebbe scrivere un romanzio videoludico ucronico

Lascia un commento