Ellen è sempre stato Elliot Page, questo non va capito ma accettato

Facciamo chiarezza nel mare di pensieri scaturito dal coming out dell'attore

Editoriale di Giuseppe Pirozzi

Elliot Page body

Elliot non più Ellen. Un post Instagram e qualche riga di testo sono bastati a far implodere internet e la stampa italiana (generalista ma anche videoludica) che ancora una volta si sono dimostrati poco sensibili alle tematiche transessuali, dando vita insieme ai propri lettori a un minestrone di imprecisioni, battutine e ignoranza. Al centro del dibattito Ellen Page, o meglio Elliot Page dopo il coming out di mercoledì in cui l’attore ha dichiarato di essere transgender chiedendo che d’ora in avanti ci si riferisca a lui con pronomi maschili (e già qui basta fare un giro per trovare commenti del tipo “i miei pronomi sono..? Ma veramente siamo arrivati a questo?“).

“i miei pronomi sono..? Ma veramente siamo arrivati a questo?

Qui va già fatto un primo chiarimento: riferirsi a Elliot come Ellen è una forma di deadnaming, cioè l’uso improprio del nome pre-transizionale volto a svilire la scelta compiuta dalla persona. In America praticamente ogni portale ha usato il nuovo nome mentre nella stampa italiana molti (ma non tutti) hanno usato il nome di battesimo di Elliot, una scelta scorretta ma che è utile a chiarire al lettore l’identità con cui era conosciuto l’attore – scelta fatta spesso in buona fede testimoniata dal dibattito nato nelle redazioni di Repubblica e del Corriere della Sera, con cui il sottoscritto si è trovato d’accordo. Un discorso che trova la sintesi migliore tra rispetto e dovere d’informazione nel titolo del Post “La persona nota finora come Ellen Page ha detto di essere transgender e di chiamarsi Elliot Page”.

Dato che la notizia ha suscitato un certo interesse anche nell’ambito nerd cercheremo di tuffarci nella fiumana di errori e insulti che hanno accompagnato il coming out, specialmente in Italia, per cercare di chiarire alcuni aspetti poco chiari a un pubblico ancora ignorante e superstizioso in materia. La superficialità da parte di numerose testate giornalistiche si accavalla con i commenti dei trogloditi che inondano le sezioni commenti dei portali di videogiochi (abbiamo raccolto qualche campione così da darvi un’idea) non riuscendo a trattenersi dallo sminuire la scelta di Elliot Page.

In questo marasma fare un po’ di chiarezza può aiutare a comprendere meglio la situazione per non ripetere l’ondata omofoba che ha investito Ellie di The Last of Us: Part II.

L’attore di Juno, The Umbrella Academy e protagonista del gioco Quantic Dream Beyond: Two Souls ha affidato a questa testimonianza tutta la forza della propria scelta affermando il suo essere un uomo transgender (secondo chiarimento – ci si riferisce al sesso di arrivo di una persona trans per cui è sbagliato parlare di donna trans), ringraziando tutte le persone che gli sono state vicino durante il percorso che l’ha portato a esprimere se stesso.

La lettera continua con una rinnovata voglia di essere felice, ma non nasconde la paura. Per dare un quadro completo della situazione Elliot Page parla di quanti hater, odiatori, ci siano in giro pronti a sminuire e aggredire la comunità LGBTQ, sciorinando alcune statistiche che dimostrano quante vittime riesca concretamente a fare la transfobia tra omicidi e tentativi di suicidio, causati dal rigetto che manifesta la società e che è dovuto principalmente ai leader politici che – dice – hanno le mani insanguinate.

Elliot Page

L’ultimo paragrafo è una dichiarazione di sostegno e amore nei confronti della comunità trans in cui afferma il suo essere queer, termine ombrello (ampio) che indica la non appartenenza ad etichette convenzionali come gay, lesbica o bisessuale.

Leggendo in giro ci si sta riferendo impropriamente alla lettera di Elliot col termine outing, semanticamente opposto a quello (corretto) coming out. Chi fa coming out è una persona che, di sua spontanea volontà, decide di “uscire allo scoperto” e annunciarsi pubblicamente, mentre l’outing al contrario è quando altri compiono questa scelta per te compiendo un atto coercitivo. Tra l’altro nel 2013 Elliot Page aveva già fatto coming out dichiarando la propria omosessualità.

Capitolo torbido: i commenti degli utenti. Girando tra i commenti dei più seguiti portali italiani di videogiochi non c’erano molti dubbi sul tenore delle discussioni tra gli utenti impegnati in guerre tra buoni e cattivi, buonisti e troll. È qui che si concentra il senso di questo editoriale, perché di fronte a una notizia come quella del coming out di una persona non dovremmo star lì a sindacare sulla sua esistenza decidendo se è giusto o sbagliato, se è strano o no.

elliot

Se Elliot Page ha scelto di annunciare che è un trans non è per chiedere un parere al mondo, ma per annunciargli qual è il suo vero Io. Scandalizzarsi per la scelta del pronome, sminuire il terremoto psicologico che crea un passaggio così forte definendolo “moda”, dichiarare schifo verso quella persona o fare battute da preadolescenti sul pene sono tanti modi per manifestare la propria transfobia e non accettare la diversità del prossimo, una diversità non sessuale ma umana, perché ogni essere è diverso dall’altro e va accettato così com’è.

Ellen è sempre stato Elliot, anzi probabilmente non c’è mai stata una Ellen. Luigi Pirandello diceva che tutti indossiamo una maschera, e forse per Elliot questa è stata una compagna di vita per ben trentatré anni.

Ci sono 5 commenti

Giovanni90

Io penso che comunque vuoi o non vuoi bisogna rispetare sempre la scelta di una persona, anche se la realtà è molto complessa.
Ma chi siamo noi per decidere la felicità di qualcuno?

    RoastShinoda

    Sono d’accordissimo, ed infatti lo scopo dell’articolo è proprio quello di fare capire che non dobbiamo cercare di capire la scelta ma semplicemente prenderne atto!

Giovanni90

Esattamente! ma vallo a dire a certe persone.. è come parlare con i muri!
anzi, forse i muri comprendono, loro no.

Moriet_Riberick

Sarò buonista, sarò uno sfigato, una persona che ha ben poco da condividere con il “mondo”, ma di certo sono una persona al quale il concetto di educazione è stato insegnato. Mio padre mi ha sempre istruito dicendo: “Non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te.” Questo è ciò che sono. Elliot per come la vedo io, ha il diritto di essere ciò che vuole e a chi non è d’accordo, auguro di ricevere lo stesso odio al quadrato. Buona giornata. 😉🍻

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